L’ha colpita con un martello: era il simbolo dell’integrazione

L’assassinio della donna simbolo dell’integrazione nel nostro paese, per i successi della sua azienda bio. La triste fine di un sogno.

Agitu Gudeta
Agitu Gudeta (Facebook)

Il suo sogno, interrotto dalla violenza dell’uomo. Un suo collaboratore, una persona fidata probabilmente. Alla base di tutto, si dice, questioni economiche. Non si conosce bene cosa sia potuto succedere, sta di fatto che ora Agitu Gudeta, rifugiata etiope, 42 enne, simbolo nel nostro paese dell’integrazione, per i successi della sua azienda bio, è morta. Una morte violenta, un litigio, e la folle, assurda, furia omicida, che all’improvviso ha colpito il suo aggressore.

L’uomo un ghanese di 32 anni, aveva il compito, nell’azienda della donna, di portare le capre al pascolo. Alla base dello scontro tra i due, poi sfociato in litigio, ci sarebbero questioni di natura economica. L’uomo è convinto di non aver ricevuto uno stipendio che gli spettava, e quindi, stando alle cronache di quanto accaduto, avrebbe affrontato la donna, per poi finirla con un colpo di martello. Una fine tragica per la donna, simbolo per tutti gli immigrati che arrivano nel nostro paese.

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L’ha colpita con un martello: l’uomo ha confessato l’omicidio

L’uomo, fermato dalle forze dell’ordine, avrebbe di fatto confessato il suo coinvolgimento nella storia. Il corpo senza vita della donna, è stato trovato da alcuni vicini, allertati da una terza persona, che aveva riferito che la donna non si era presentata ad un appuntamento. L’arrivo delle forze dell’ordine e la macabra scoperta. Un colpo di martello, mortale, per mettere fine ai sogni ed alle ambizioni di chi si era fatta strada con coraggio nelle difficoltà della vita.

L’ultimo messaggio della donna, su Facebook, in occasione del Natale, rappresenta l’ennesimo invito alla speranza, da parte di chi ce l’ha fatta: “Buon Natale a te che vieni dal sud, buon natale a te che vieni dal nord, buon natale a te che vieni dal mare, buon natale per una nuova visione e consapevolezza nei nostri cuori”