Boldrini contro Meloni, volano stracci: il durissimo botta e risposta

L’ex presidente della Camera Laura Boldrini attacca la leader FdI. Ma la replica è quasi un’apertura

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Botta, durissima. E risposta, ancora più dura. Altro che scintille. Quelle esplose a distanza fra l’ex presidente della Camera, Laura Boldrini, e la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, hanno rischiato di trasformarsi in un vero e proprio incendio. Il sasso lo ha lanciato proprio l’ex capo di Montecitorio, che si è rivolta a Meloni con toni estremamente sostenuti. “Mi chiedo se la collega Giorgia Meloni si favorevole alla pena di morte per il fatto di essere gay, lesbiche e trans”.

Una bordata arrivata dopo le dichiarazioni dell’ex ministro sull’emendamento Boldrini, contro i respingimenti degli immigrati che fuggono da condanne a morte per orientamento sessuale nel proprio Paese. Alla quale l’ex ministro ha replicato con un tweet piuttosto esaustivo, nel quale in realtà smorza la questione e apre a una collaborazione trasversale.

“Laura Boldrini scopre che esistono Stati che prevedono pena di morte per omosessuali. Meglio tardi che mai, peccato non abbia mai speso una parola per condannare i paesi musulmani che in nome della sharia prevedono il reato di omosessualità, a volte punito pure con la morte”.

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Boldrini contro Meloni, volano stracci ma la leader FdI apre: “Insieme contro gli Stati che condannano per omosessualità”

E sulla questione, Meloni rivendica: “Quando FdI ha portato queste battaglie in Parlamento, Laura Boldrini e tutta la sinistra si sono stranamente dimenticati delle battaglie per i diritti Lgbt“. Poi insiste: “Presenterò una nuova mozione di condanna di tutti gli Stati che prevedono il reato di omosessualità. E la richiesta di interrompere con questi ogni accordo bilaterale di cooperazione in ambito culturale e formativo. Confido che questa volta Laura Boldrini voti a favore”.

Un invito a fare quadrato, piuttosto che la guerra. Nella giornata di ieri, l’affondo di Meloni contro il Governo era stato decisamente più duro. Così come i toni utilizzati per stroncare il Decreto Sicurezza, definito figlio di “un delirio ideologico”.

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