Dpcm, le ipotesi in campo: verso Natale e Capodanno “a casa”

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Feste “off limits” e stop agli spostamenti fra Regioni gialle a partire dal 21 dicembre, eccetto per chi torna nei propri luoghi di residenza.

Fuochi di artificio
Fuochi d’artificio (Fonte: Pixabay)

Stop agli spostamenti durante le festività natalizie. Nello specifico, nei giorni di Natale e Capodanno. L’ipotesi, circolata in questi giorni, è rimasta sul tavolo della maggioranza anche nell’ultimo vertice fra il premier Conte e i capi delegazione, alla ricerca della convergenza definitiva sul Dpcm che determinerà il modo in cui gli italiani trascorreranno il periodo delle Feste.

Il presidente del Consiglio ha parlato di “zona gialla rafforzata” nella riunione di ieri coi capigruppo, spiegando come, a partire dal 21 dicembre, gli spostamenti fra le Regioni inquadrate in zona gialla potrebbero essere consentiti solo per chi torna nel proprio luogo di residenza (con possibile estensione ai luoghi di domicilio). Per quanto riguarda la mobilità fra Comuni, il divieto dovrebbe valere esclusivamente nei giorni del 25 e del 26 dicembre, oltre che dell’1 gennaio.

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Dpcm, le ipotesi in campo: verso Natale e Capodanno “a casa”, si valuta la linea dura

Si va quindi verso la conferma della misura di coprifuoco, già in vigore a partire dalle 22 e che dovrebbe restare anche nel Dpcm del 4 dicembre. Sul tavolo anche l’ipotesi di lasciare aperti gli esercizi commerciali fino alle 21, strategia pensata dal Governo per scongiurare assembramenti. Lo stesso ministro agli Affari regionali, Francesco Boccia, aveva lasciato intendere che la linea dura della maggioranza riguardava “limiti di orario e limitazione della mobilità tra Regioni”. Alla luce di questo, in piedi anche l’ipotesi di lasciare aperti a pranzo i ristoranti anche a Natale, Santo Stefano e Capodanno. Pur con le relative limitazioni nel numero di persone a tavola. Anche sul punto delle abitazioni private non dovrebbero arrivare novità sostanziali, se non delle raccomandazioni.

Capitolo sci. Nei giorni scorsi il tema aveva animato il dibattito non solo in seno alla maggioranza, ma anche a livello europeo. Lo stesso premier Conte aveva auspicato una convergenza fra Bruxelles e il consesso continentale, per definire la questione degli impianti sciistici per il periodo natalizio. Nonostante la nuova proposta inoltrata dalle Regioni alpine qualche giorno fa (accesso alle piste solo per chi risiede negli alberghi delle località interessate), il Governo sembra orientato a confermare lo stop. Diverso il discorso per le strutture ricettive: al vaglio della Maggioranza, l’ipotesi di lasciarle aperte qualora permanga uno stop alla mobilità fra le Regioni.

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