Renato Zero, cosa faceva prima di diventare famoso? Vi stupirà

Ripercorriamo la vita di Renato Zero. I primi passi dell’artista prima di diventare famoso: dall’infanzia in via Ripetta all’amicizia con Loredana Bertè

Renato Zero
Foto da Instagram: @renatozer0

Renato Zero nacque il 30 settembre del 1950 dall’unione tra Domenico Fiacchini, un poliziotto, e Ada Pica, un’infermiera. Il piccolo Renato trascorse l’infanzia in Via Ripetta e sin da subito dovette affrontare un periodo difficile, in quanto gli venne diagnosticata una forma di anemia emolitica. La cura salvifica fu una trasfusione: grazie al sangue di un frate, il bambino poté guarire.

L’adolescenza fu trascorsa nel quartiere della Montagnola di Roma. Dopo la licenza media, Renato si iscrisse all’Istituto di Stato per la cinematografia e la televisione Roberto Rossellini, lasciato però al terzo anno per conseguire i suoi sogni.

Musica, danza, canto e recitazione sono sempre stati le sue passioni e nel 1968, a soli 18 anni partecipò al Beat Raduno, l’evento che premia con il marchio Beat gli artisti scelti da una giuria di giovani, cantando con i The Spaectres Groups.

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Renato Zero, prima di diventare famoso e l’amicizia con Loredana Bertè

Renato Zero
Foto da Instagram: @renatozer0

Nei suoi anni giovanili, Renato Zero partecipò a molti caroselli per una nota marca di gelato. Fu proprio in quegli anni che nacque una profonda amicizia con Loredana Bertè e Mia Martini.

Il trio, in cerca di scritture, fece spesso il giro dell’Italia. E con la cantante rock Bertè, fece parte del gruppo de “I Collettoni”, un gruppo di ballo che spesso si esibiva al Piper e che fece da supporto ad una giovanissima Rita Pavone.

“Non basta, sai/In mezzo ai guai” fu il primo 45 giri e venne pubblicato nel 1967. Le musiche erano di Jimmy Fontana, i testi scritti da Gianni Boncompagni, che era anche il produttore, ma riuscì a vendere soltanto venti copie.

All’inizio degli anni ’70 Renato è alla ricerca della sua identità, ma con lo sviluppo del glam rock tutta la sua estroversa personalità e la teatralità poterono uscire. Il suo personaggio molto alternativo e anche provocatorio sarà perfettamente rappresentato dall’album Zerofobia, pubblicato nel 1977.

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