Coronavirus, niente rivoluzioni, nessuna nuova zona rossa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:38

L’attesa rivoluzione non c’è stata, Puglia e Sicilia niente bocciatura, Lombardia e Piemonte restano rosse.

Vaccino Covid

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato l’ordinanza che di fatto ha confermato la situazione attuale, senza retrocessione di regioni in zona rossa e nemmeno l’alleggerimento della situazione di quelle già in rossa, che sarebbero potute passare a quella arancione. Puglia e Sicilia, delle quali si era parlato per un’eventuale irrigidimento delle misure, quindi di zona rossa, restano arancioni, cosi come Piemonte e Lombardia, per le quali si era invece parlato di zona arancione, restano rosse.

Le misure, resteranno attive fino al prossimo 3 dicembre, giorno in cui secondo molti, dovrebbe esserci un nuovo dpcm che potrebbe alleggerire alcune misure restrittive in vista delle festività natalizie. Uno scenario contestato da molti esperti perchè ritenuto rischioso ed insensato, e per niente opportuno in questa particolare fase, che vede il nostro paese nel pieno della seconda ondata di Covid19, dopo la prima esperienza di marzo.

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Coronavirus, niente rivoluzioni: cosa succede adesso nelle regioni?

Lo scenario resta di fatto immutato nelle regioni che maggiormente rischiavano forti provvedimenti, anche se in alcuni casi, come ad esempio in Basilicata la situazione contagi preoccupa seriamente. Il Governo ha comunque deciso potesse essere tranquillamente gestita attraverso le risorse e le strutture della regione e quindi cosi sarà per almeno un’altra settimana. Stesso discorso per la Puglia, dove i medici chiedevano a gran voce l’istituzione della zona rossa.

Al momento si resta cosi, la situazione è questa e probabilmente si tirerà avanti fino al prossimo 3 dicembre e all’eventuale nuovo dpcm. Il Governo decide e dispone, le misure sono utili e possono migliorare la situazione in alcuni casi secondo la valutazione dell’esecutivo, mentre in altri si può restare come in realtà come prima. I fattori, spesso discussi, che determinano il livello di criticità, di fatto, servono a questo.

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