“Natale sarà diverso dagli altri”: Speranza spegne gli entusiasmi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:33

Il Governo ancora una volta costretto ad intervenire sulla questione Natale, che sembra al momento centrale per molti.

Intervenendo in tv il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha voluto chiarire alcuni temi fondamentali riguardanti la posizione de Governo in materia di prevenzione e gestione dell’emergenza. Una posizione che in questi giorni ha provocato non pochi grattacapi all’esecutivo, scontratosi a più riprese con regioni ed opinione pubblica rispetto ad alcuni provvedimenti ed alla gestione complessiva del posizionamento delle regioni nelle varie aree di criticità.

Secondo Speranza ad esempio, la richiesta delle regioni di passare da 21 a 5 fattori da prendere in considerazione il livello di criticità di una regione rispetto all’emergenza, è di fatto esagerata. L’attuale criterio considera più punti di confronto, e prende in considerazione numerosi fattori proprio per avere la certezza di disporre di un quadro molto più ampio, rispetto alla situazione sanitaria del territorio preso in considerazione.

LEGGI ANCHE >>> Coronavirus, Governo-regioni: è ancora scontro sui parametri

Attenzione nelle zone rosse e prospettive positive rispetto al vaccino primaverile

Altro aspetto determinante, secondo Speranza è la gestione della situazione nelle zone rosse. Situazione che non deve correre il rischio di sfuggire di mano, con i cittadini che devono essere coscienti di stare facendo per l’ennesima volta con spirito di sacrificio e dedizione i propri interessi. Rispettare le normative in quelle zone è un punto cruciale secondo il ministro se si vuole uscire al più presto da questa tremenda situazione.

Infine sul vaccino, cosi come si è già espresso qualche giorno fa , Speranza, predica la calma. Seppure si iniziasse a provare il vaccino per l’anno prossimo, per parlare di vaccinazione di massa si dovrebbe aspettare in ogni caso la prossima primavera. Una condizione abbastanza attesa insomma, perchè i tempi lunghi, in questi casi sono quasi una prerogativa.

LEGGI ANCHE >>> Coronavirus, vogliono altri morti? Il vaccino c’è ma non lo fanno arrivare