Gigi Proietti, l’amara verità: è morto di tristezza, aveva perso il suo amore

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:28

Se n’è andato senza clamore, in silenzio, quasi senza voler disturbare, ma la sua scomparsa fa rumore, tanto rumore.

Il silenzio, quello che riesce solo ai grandi attori, e quel vuoto che si avverte soltanto quando a lasciarci è qualcuno che difficilmente dimenticheremo. L’ha fatto in un giorno più che ma simbolico Gigi Proietti, il 2 novembre, e l’ha fatto, altrettanto farsescamente, di certo, non cercata ma naturale epilogo di una vita fatta di grandi colpi di scena, nel giorno del suo compleanno. Nato nel giorno, volgarmente detto “dei morti” ed in quel giorno ritornato alla terra.

Chissà quante chiacchiere, quanta scaramanzia legata a quel giorno tanto insolito per una nascita, ma Proietti è di fatto questo, qualcosa di inusuale, qualcosa di immensamente sproporzionato per certi contesti, qualcosa di popolare ed alto, nel senso di ciò che poteva dare, uguale, allo stesso tempo. Qualcosa che soltanto a chi è grande può riuscire. E poi il momento, storico, sociale, i teatri chiusi, già, il teatro, la sua casa naturale, chissà quanta tristezza nel cuore.

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Gigi Proietti se n’è andato nel momento peggiore per il teatro italiano

Sono giorni bui, questi, per il nostro teatro, per la cultura nel nostro paese, per tutto ciò di cui il virus ci ha privati. Per tutto quello che ci è stato negato, perchè obbligati a rispettare un’imposizione che sa di tremenda sentenza per un mondo, quello dell’arte, del teatro, sempre più in difficoltà. Cosa avrebbe detto Gigi Proietti, oggi, proprio oggi, nel giorno del suo ottantesimo compleanno, tra le migliaia di auguri e di attestati di stima che di certo gli sarebbero arrivati.

Vogliamo immaginarlo contrariato, come di certo sarà stato. O magari istrione e farsesco ripetendo le sillabe del no, come in un noto spot per una storica campagna referendaria. Il no, come protesta allo scempio, del virus e dei contesti che continua a martoriare. Il no alle decisioni del Governo, il no al rigetto della cultura, da parte delle istituzioni, e poi magari, dopo, avrebbe sorriso. Ciao Gigi, e buon compleanno.

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