Lockdown a novembre! No viaggi, no scuola: tutti i segnali del blocco imminente

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:19

Sono molti ormai i segnali inequivocabili di un lockdown in Italia prima di Natale. A partire dalle prenotazioni bloccate.

Sono ormai tanti i segnali che fanno presagire ad un Natale a casa in lockdown. Anzi, per la verità il blocco totale potrebbe partire molto prima, addirittura entro il 9 novembre, secondo fonti vicine al Governo ma non ancora confermate. I contagi Covid non accennano a diminuire e le mezze misure adottate con gli ultimi Dpcm hanno ricevuto più critiche che consensi, dalle proteste in piazza alle accuse persino degli esperti vicini al Comitato tecnico scientifico.

Da più parti si dice che l’ultimo Dpcm è servito a scontentare solo i commercianti ma di fatto non può scongiurare l’impennata di positivi. Anche i medici si dividono ma prevale l’idea che per fermare il coronavirus occorra fermare il Paese. Le vacanze natalizie sono vicine, le scuole forse chiuderanno prima del previsto, in Puglia sono già chiuse per volontà del governatore Emiliano. In più Italo e Trenitalia hanno stoppato le prenotazione dei treni: dopo il 12 dicembre il portale è bloccato.

Gli operatori delle due compagnie smentiscono dicendo che si tratta solo di un problema di aggiornamento, ma viene spontaneo pensare, invece, che stiano attendendo le decisioni del Governo.

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Lockdown a novembre! Sconsigliati i viaggi all’estero: si potrebbe non tornare

Le agenzie del turismo sono obbligate ad informare i clienti che se decideranno di partire per l’estero, c’è il rischio di non riuscire a tornare in Italia se le frontiere verranno chiuse come nella prima ondata della pandemia. E c’è anche il rischio che non si possa viaggiare tra regioni, per lo stesso motivo. Ecco perché tutto lascia pensare ad un imminente lockdown.

Le scelte prese dal Governo nell’ultimo Dpcm con il coprifuoco allargato anche alle attività commerciali, secondo gli esperti non serviranno. Si chiede il lockdown come a marzo, persino Matteo Salvini sarebbe d’accordo, se occorre: eppure si era sempre battuto contro il provvedimento, a fianco dei lavoratori messi in ginocchio dalle chiusure. Si aspettano i prossimi numeri sulla curva epidemiologica e soprattutto si dovrà valutare la situazione degli ospedali, già allarmante. Ma tenete a mente questa data: 9 novembre.

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