Coronavirus, Speranza convoca cts in vista di nuove misure

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:15

Il ministro della Salute, ha convocato per questo pomeriggio il comitato tecnico scientifico per provare a capire quali nuove misure possono essere messe in pratica subito.

Il ministro della Salute Roberto Speranza, ha convocato per il pomeriggio un tavolo cn il comitato tecnico scientifico. Motivo della riunione, ovviamente sono le eventuali misure da poter prendere in considerazione in questa delicatissima fase per il nostro paese. Il ministro al momento smentisce un lockdown totale, spiegando cosi come fatto in precedenza che i lavora ad altri tipi di soluzioni, che possano impedire una chiusura generalizzata.

Il ministro per gli affari regionali Francesco Boccia, al momento tra l’altro positivo al coronavirus, sulla stessa linea del collega ha spiegato che al momento si studiano misure alternative al lockdown e che le regioni chiedono indicazioni in merito. L’incontro ci sarà con i soggetti regionali ed anche li verranno chiarite le linee guida nazionali, o nel caso di prenderanno in considerazione singoli interventi locali.

LEGGI ANCHE >>> Vogliamo morire di Covid, non di fame Napoli è in strada contro il coprifuoco

Coronavirus, Speranza convoca cts in vista di nuove misure, le regioni attendono

Le regioni restano dunque in attesa di conoscere il proprio destino. Riguardo gli interventi drastici da attuare ma anche riguardo alle assunzioni di nuovo personale medico. Come richiesto dalla Liguria, con il governatore Toti, che chiede maggiori libertà d’azione per ciò che riguarda le assunzioni. Tema questo molto particolare in una fase in cui c’è assoluta carenza di medici ed infermieri. Nel Lazio in fatti sono stati richiamati i medici in pensione.

Resta il nodo Campania, Lombardia e Lazio, le regioni che chiedono misure più stringenti. Bisognerà capire cosa si potrà davvero fare e soprattutto entro quanto tempo. I governatori attendono, e con loro i cittadini, stanchi ormai di nuove e più opprimenti misure restrittive.

LEGGI ANCHE >>> Prostituzione, l’industria che non teme il Covid19