Il medico dello Spallanzani: mezzi turistici e militari per i bambini a scuola

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:30

L’idea del medico dello Spallanzani per non sottrarre ai ragazzai, la scuola: usare mezzi militari e turistici per i trasporti.

Il medico dello Spallanzani: mezzi turistici e militardi per i bambini a scuola
Fonte foto: (Getty Images)

Bus turistici e mezzi militari: è questa l’idea di Francesco Vaia, direttore sanitario dell’Istituto Spallanzani di Roma, a cui il Corriere della Sera ha chiesto possibili soluzioni per i trasporti. Soprattutto i trasporti, affollandosi al mattino, costituiscono un pericolo per tutti i ragazzi che si recano a scuola, non accompagnati.

“Non esistono percentuali giuste di capienza, ma in attesa di una soluzione strutturale, si dovrebbe pensare, specie in funzione degli ingressi degli studenti nelle scuole, – spiega il medico – a un’integrazione con privati, come ad esempio con i bus turistici, vista anche la crisi che attraversa il settore, e i mezzi militari”.

Poi, Vaia si rivolge ai cittadini, a proposito dei drive-in presi d’assalto per i tamponi: Non è tempo del panico e della psicosi. È il tempo della responsabilità”.

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Dott. Vaia: “Responsabilità ai medici di capire chi ha bisogno di tampone”

Il dirigente dello Spallanzani fa il punto sulle lunghissime file per i tamponi gratuiti nel Lazio. Spiega che anche i medici devono essere bravi a capire chi ne ha bisogno e chi no, e quando esso viene effettuato: “Va individuato quando c’è stato il contatto a rischio e vanno aspettati 4-5 giorni altrimenti si rischia di risultare falsi negativi perché si è in fase presintomatica“.

Stesso discorso per le unità in età pediatrica, anche lì devono essere i medici a capire chi ha effettivamente bisogno di tamponi, e non far decidere le scuole, secondo Vaia. Infine, spiega quanto sia importante la prevenzione, da non sottovalutare come arma anti-Covid nei prosismi mesi, che sono quelli delle influenze:

“Abbiamo bisogno di porre una grandissima attenzione alla medicina del territorio. Bisogna rimettere al centro la domiciliarità. E in questo, medici e pediatri di famiglia possono davvero essere la svolta”. Intanto, proprio Roma, come Napoli e Milano, rischiano dei nuovi lockdown.

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