Coronavirus 19 ottobre, il dpcm non basta: “devono chiudere queste tre città”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:11

A questo punto si attendono gli effetti dei provvedimenti messi in atto dalle autorità locali e dal Governo, per capire se possono essere o meno considerati efficaci.

I provvedimenti presi nella giornata di ieri dal Governo, necessitano ovviamente di qualche giorno per poter verificarne l’efficacia. Questi, insieme a quelli presi dalle singole regioni, come ad esempio in Campania con la chiusura delle scuole primarie e secondarie da parte del Governatore Vincenzo De Luca. Tali interventi, non si possono considerare alla luce dei dati riscontrati in questa giornata, perchè ovviamente ancora troppo presto per trarre conclusioni.

La situazione resta comunque allarmante, nonostante le prime serie restrizioni anche a livello nazionali. Restrizioni da molti considerate intermedie, perchè descritte al pari di ultimo avvertimento, ed ultima azione utile prima di passare poi al tanto temuto lockdown che rischierebbe di rimettere in ginocchio la già disastrata economia nostrana. Numerose tra l’altro, le proteste anche in alcune città, rispetto a questa possibilità.

Coronavirus bollettino del 19 ottobre: tutti i dati dei contagi

Nelle ultime 24 ore si sono registrati meno contagi: 9.338 ma sono stati fatti meno di 99 mila tamponi. I nuovi decessi sono 73.

La Regione col maggior numero di nuovi positivi è la Lombardia (1.687), seguita dalla Campania (1.593) e dalla Toscana (986). +47 i pazienti nelle terapie intensive (797 in tutto), mentre sono 545 in più i ricoveri negli altri reparti Covid.

L’esperto e consigliere del ministro Speranza, Walter Ricciardi punta a ragionare in modo drastico non a macchia d’olio oppure a regioni: le città con il più alto rischio di contagio hanno un nome ed un cognome: Milano, Roma, Napoli.  “La situazione è preoccupante perché di fatto l’epidemia soprattutto in alcune aree del Paese ha cominciato a crescere in modo esponenziale e questo, come abbiamo imparato dai mesi precedenti, significa che dopo un certo punto il raddoppio dei casi si ha ogni due o tre giorni”.

Dunque per Ricciardi, il dpcm firmato da Conte non è sufficiente ad arginare il dilagarsi dei contagi. “C’è necessità di integrare queste misure perché, quando tu hai una città che ha già migliaia di casi, significa che sei alla vigilia di una pressione enorme sui tuoi sistemi sanitari e questo lo devi evitare”. 

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Coronavirus 19 ottobre, numeri sempre alti si attendono effetti chiusure: le reazioni

I dati attuali tengono con il fiato sospeso, anche se ben inferiori a quelli che circolano nei maggiori paesi europei. Dati che al momento identificano una situazione, oggi sotto controllo, ma che potrebbe trasformarsi in ben altro se non dovesse esserci anche da parte dei cittadini maggiore impegno in fase di prevenzione dal contagio, soprattutto con comportamenti responsabili, in linea con le ultime disposizioni nazionali.

Resta forte l’incubo lockdown insomma, ipotesi da scongiurare ad ogni costo, visto i danni, che purtroppo ha causato nella sua prima applicazione ad inizio anno. Negozi chiusi, aziende chiuse, interi comparti in enorme difficoltà. Oggi è assolutamente vietato parlare di quella possibilità, proprio per questo ci si augura buonsenso e maggiore attenzione da parte di tutti i cittadini.

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