Bonus ai deputati: i due onorevoli leghisti con 10 immobili e il cellulare spento

A chiedere i 600 euro partite iva sarebbero stati cinque deputati e tre lʼavrebbero ottenuto: si tratterebbe di due leghisti e un cinquestelle.

Hanno il cellulare spento dal giorno in cui è scoppiata la ‘bomba’. Sembra che il consiglio di non farsi trovare per qualche tempo, sia arrivato dai piani alti del Carroccio. Secondo Repubblica, Corriere e Fatto quotidiano, avrebbero ottenuto il bonus da 600 euro riservato ai lavoratori autonomi davvero bisognosi.

I “sospetti” sono su due leghisti, il mantovano Andrea Dara e la piacentina Elena Murelli, anche se le voci al momento non hanno trovato conferma.

Dara è un piccolo imprenditore tessile 41enne, nel 2019 ha dichiarato redditi per 109.324 euro, come si legge dalla dichiarazione consegnata alla Camera dei Deputati, oltre a otto immobili tutti a Castiglione delle Stiviere dove è stato consigliere comunale dal 2007 al 2011, poi vicesindaco nel 2016 fino all’arrivo a Montecitorio.

Elena Murelli, invece, è di Podenzano, nel Piacentino. 45 anni, docente alla Cattolica, lo scorso anno ha dichiarato 106.309 euro di redditi, ‘solo’ due immobili e due utilitarie.

Con loro, ad aver ottenuto il bonus, ci sarebbe anche un pentastellato. Altri due deputati, di cui non è però noto il partito, avrebbero invece fatto domanda senza aver avuto accesso agli aiuti.

“Come promesso, se qualcuno ha preso un bonus verrà sospeso, anche se quei soldi sono stati dati in beneficenza”, ha ribadito il capogruppo della Lega alla Camera Molinari.

Bonus deputati, i leghisti si autodenunciano: “soldi andati in beneficienza”

Molte le autodenunce per avere chiesto il bonus da 600 euro. La prima è stata la consigliera comunale milanese della lista Milano Progressista, Anita Pirovano, che ha ammesso di aver chiesto e ottenuto il bonus Covid per i professionisti.

Gianluca Forcolin, vicepresidente della Regione Veneto e braccio destro di Zaia, in quota Lega, ha spiegato che a presentare la domanda per il bonus sarebbe stato il suo studio ma che il bonus a lui non sarebbe stato concesso.

“Sono socio di uno studio associato tributaristi, tre soci e sette impiegate. Io ovviamente sono con una percentuale ridotta visto l’incarico politico. Nel periodo Covid lo studio ha richiesto, come tutti, di ottenere le risorse previste dal governo per far fronte alle inevitabili spese di gestione, visto che le ragazze erano a part time ed era stata attivata la cassa integrazione.

Alla fine comunque ci stiamo riprendendo senza nessun aiuto tranne, in parte, la cassa integrazione. Il sottoscritto non ha ricevuto un solo centesimo, inclusi i famosi 600 euro”.

Il consigliere, anche lui leghista, Riccardo Barbisan invece il bonus l’ha preso, ma si è affrettato a chiarire che ha devoluto i 600 euro in beneficenza, con tanto di bonifici, sembrerebbe, a testimoniarlo.

“Il 5 maggio ricevo 600 euro dall’Inps. Non capisco cosa siano, chiamo la banca, chiamo il commercialista cui ho affidato da tempo le mie credenziali Inps e lui mi spiega ‘è il bonus, ho fatto richiesta e te l’hanno concesso’.

Esattamente il giorno dopo, ho i bonifici che lo provano, verso l’intera somma sul conto corrente che in Comune a Treviso – io sono anche consigliere comunale – avevamo aperto per le famiglie in difficoltà”.

Il terzo consigliere del Carroccio ad aver preso il bonus è Alessandro Montagnoli. Anche lui ha detto di aver donato i 600 euro: “Ci sono momenti nella vita in cui puoi fare finta di nulla o scegli di dire semplicemente come stanno le cose. Ho deciso di affrontare questa situazione a testa alta”, scrive su Facebook.

“Durante l’emergenza Coronavirus in forma anonima ho aiutato delle realtà sociali impegnate nella sanità del territorio”.

In Piemonte, i primi due nomi che spuntano sono sempre leghisti: Claudio Leone, 53 anni, di Rivarolo Canavese, e Matteo Gagliasso, 27 anni, di Alba. Tutti e due sono stati eletti per la prima volta nel Consiglio regionale del Piemonte un anno fa in coincidenza con la vittoria del centrodestra che ha eletto governatore Alberto Cirio.

Sempre del centrodestra, anche il coordinatore di Firenze e consigliere comunale che, scelto da Matteo Salvini, ha sfidato il sindaco Nardella alle ultime elezioni, Ubaldo Bocci, avrebbe richiesto il bonus 600 euro per aiutare gli altri.

“Ho pensato di chiederli per donarli a chi ne aveva bisogno davvero” si difende. Il suo reddito si aggira sui 277mila euro annui (dichiarazione 2019).

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