Quota 100, le novità sulle pensioni: sostituita da Quota 41?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:30

Dopo tre anni di sperimentazione, si spegnerà Quota 100, il 31 dicembre 2021. Cosa succederà dopo? Possibilità di una Quota 41

Quota 100, le novità sulle pensioni: sostituita da Quota 41?
Fonte foto: (Pixabay)

Novità per le pensioni 2020. Non è terminata la diatriba per quanto riguarda la riforma pensioni e sulla Quota 100 che finirà il 31 dicembre 2021. La discussione, non interessa soltanto l’Italia, ma l’Europa stessa, come dimostrano le recenti parole del Premier olandese, Rutte, al quale ha prontamente risposto Antonio Misani: “Ci saremmo aspettati che il Premier olandese rassicurasse Conte che il suo Paese non sarebbe stato più un paradiso fiscale che sottrae all’Italia qualche miliardo di tasse all’anno. Invece ha avuto l’ardire di chiedere l’abolizione di Quota 100. Quota 100 non si tocca”.

Gli fa eco, Matteo Salvini: “Quota 100 ha offerto la libertà a 300.000 italiani e italiane di andare in pensione dopo 38 anni di lavoro, quindi non ha regalato niente a nessuno, ed il pubblico impiego è una parte minimale. Sono orgoglioso di aver smontato la Legge Fornero, che era infame, ingiusta, iniqua, tanto che persino il Governo ha detto che per tutto il 2021 verrà confermata, perché non ci fosse stata Quota 100 il virus avrebbe fatto disastri”.

Quota 100, se dovesse sparire cosa verrà dopo?

Matteo Salvini (Fonte foto: Getty Images)

Ma Quota 100 in realtà è molto vicina all’addio, dopo i tre anni di prova. Cosa avverrà dopo non è ancora certo, si parla però soprattutto di Quota 41. Questa consentirebbe di estendere la possibilità di andare in pensione a coloro che hanno 41 anni di contributi versati, senza limiti di età. Dalle stime però, Quota 41 andrebbe a costare allo Stato circa 12 miliardi all’anno. Altra ipotesi è quella dell’età pensionabile a 62 anni. Età effettivamente già prevista da Quota 100 ma con altre prerogative richieste.

Intanto, secondo la Cgia, durante l’emergenza Coronavirus, il numero dei pensionati è più alto di quello degli occupati, con l’associazione delle imprese artigiane che ha stimato nel mese di maggio, un calo delle persone che avevano un impiego, dei 22,77 milioni di unità. Così, Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia, sull’argomento: “Il sorpasso è avvenuto in questi ultimi mesi, dopo l’esplosione del Covid, infatti, è seguito un calo dei lavoratori attivi”.

Infine, il tema invecchiamento della popolazione in Italia. Questo è un altro punto con il quale il Governo si ritrova a fare i conti. Questo fenomeno, presente anche in altri paesi sviluppati economicamente, inevitabilmente dà vita difficoltà economiche per quanto riguarda spese sanitarie e sostenibilità del sistema pensionistico.

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