Carabiniere ucciso a Roma, Elder: “quante botte e sputi dopo l’arresto”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 6:20
L’americano, sotto processo per lʼomicidio del vicebrigadiere Mario Cercello Rega, ha raccontato cosa è successo al padre ed al suo legale americano nel carcere di Regina Coeli.

“Mi hanno picchiato di brutto dopo l’arresto”. Lo ha detto al padre e al suo legale americano, Finnegan Elder Lee, il giovane che insieme ad un amico, avrebbe ucciso il vice brigadiere dei carabinieri, Mario Cercello Rega.
Una storia già sentita, quella dei pestaggi in caserma. Quella sera poi, era stato ucciso un collega, non si fatica a pensare cosa possa essere successo. Viene subito da pensare alla fine di Stefano Cucchi, ma in questo caso il ragazzo americano è vivo e vegeto, nonostante le botte.
Resta da stabilire se il vizietto dei pestaggi, le forze dell’ordine, se lo siano tolto o meno.
Finnegan Elder Lee, dunque, sarebbe stato picchiato dai carabinieri al momento dell’arresto.
Il giovane è sotto processo per l’omicidio a Roma del vicebrigadiere Mario Cercello Rega, e ha raccontato cosa è successo quella sera, al padre ed al suo legale americano nel carcere di Regina Coeli.
Il dialogo è stato intercettato come di prassi e depositato agli atti. “Mi hanno menato di brutto alla stazione. Mi hanno dato calci e pugni e mi hanno sputato addosso”, ha detto.

 

Il giovane, poi, ha ammesso la sua storia di dipendenza da farmaci e droghe e ha chiesto al padre come stanno i suoi amici negli Usa. Poi ha ammesso lo sbaglio: “Ho fatto un casino…”.

Riguardo all’arresto spiega: “Mi hanno menato di brutto alla stazione e mi hanno detto che mi avrebbero dato quarant’anni se non gli davo la password del mio telefono, e quindi, non so se in qualche modo hanno trovato/hanno fatto in modo di trovare qualcosa contro di me lì dentro”.

Infine ha aggiunto: “Mi hanno buttato a terra, mi hanno dato calci e pugni, mi sono saliti sopra, mi hanno sputato addosso”.

Carabiniere ucciso a Roma, Elder spera nell’estradizione

L’intercettazione del dialogo in carcere tra Elder, il padre e il legale americano, tradotta dall’inglese, è stata oggetto di perizia su disposizione della Corte d’Assise dove si sta svolgendo il processo per l’omicidio del vicebrigadiere Rega, ucciso il 26 luglio del 2019.

Elder, parlando con il padre e il suo legale il 2 agosto nel carcere di Regina Coeli, ha inoltre detto: Non voglio imparare l’italiano, sono così stanco di sentire l’italiano, lo odio, se mai tornerò negli Stati Uniti, e la gente mi fa ‘ooh la cultura italiana, la lingua italiana, che bellezza’ io dirò è disgustoso fa schifo non voglio mai più sentire l’italiano, mai più. E’ tutto quello che sento, tutto il giorno. Cazzate”.

Poco prima Elder ha detto che sta leggendo “Il Maestro e Margherita”. Poi ha chiesto: “Allora un’altra domanda, due domande in realtà: dopo il processo quanto tempo ci potrebbe volere per farmi estradare? E, secondo, se vengo estradato potrei avere la possibilità di scegliere diciamo un posto nella zona perché sia più comodo per i miei genitori venirmi a visitare?”.

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