Conte contro gli imprenditori: “respinta la proposta di rinviare le tasse”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:24

Respinto l’emendamento della Lega che chiedeva di rinviare il pagamento delle tasse in autunno, se non a fine anno. La scadenza è fissata per il 20 luglio e guai a ritardare di un giorno!

Una cattiva notizia. Oltre il danno, la beffa: ora se si ritarda il pagamento delle tasse anche di solo un giorno, sono previste sanzioni pesanti.

La maggioranza ha respinto l’emendamento della Lega per far slittare le scadenze fiscali per le imprese. E Matteo Salvini lo annuncia subito su Twitter. “BOCCIATO“, in maiuscolo, con 4 punti esclamativi.

Ma non vuole esprimere entusiasmo, solo amarezza. L’emendamento della Lega suggeriva come “rinviare i saldi e acconti Irpef/Ires. Avremmo aiutato milioni di italiani che a luglio non possono pagare le tasse, ma il governo se ne frega”.

Poi le parole indirizzate al premier Giuseppe Conte e al “metodo” del suo governo: “Con una mano ci invita a Palazzo Chigi e con l’altra massacra gli imprenditori…”. Dopo gli Stati generali, stessa (brutta) musica”.

Respinta la proposta di rinviare le tasse, attenti alla scadenza

Un primo rinvio, in effetti c’era stato. Dal 30 giugno al 20 luglio. La misura era stata approvata in extremis. Un provvedimento che non risolverà i problemi dei contribuenti italiani (visto che si tratta di uno slittamento di soli 20 giorni).

Contribuenti che cercavano, invano, un po’ più di respiro nei versamenti in scadenza a fine mese dopo le difficoltà finanziarie derivanti dal lockdown e al calo del volume d’affari prodotto dall’emergenza coronavirus.

Il ministero dell’Economia aveva annunciato nei giorni scorsi una proroga al 20 luglio per i pagamenti di Irpef, Ires e Iva in scadenza al 30 giugno per i 4,5 milioni di contribuenti che sono tenuti al saldo delle imposte.

La misura è legge. Però c’è una ‘sorpresa’ dietro l’angolo: se tardi di qualche altro giorno ti finisci per pagare un interesse in più.

Il termine per i versamenti fiscali dovuti al 30 giugno da contribuenti Isa e forfettari, slitta al 20 luglio 2020 senza maggiorazione. Ma, se indugi un po’, dal 21 luglio al 20 agosto 2020, ti viene imposta una maggiorazione dello 0,40 per cento a titolo di interesse corrispettivo.

Il Dpcm è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale. E riguarda le imposte sui redditi e dell’Iva, per i contribuenti soggetti agli Indici sintetici di affidabilità (Isa) che hanno sostituto gli studi di settore, compresi quelli aderenti al regime forfettario.

Le imposte potranno quindi essere pagate entro il 20 luglio senza interessi e dal giorno successivo con una maggiorazione delle somme da versare dello 0,40%. La norma si applica anche ai soggetti che partecipano a società, associazioni e imprese previsti dal Testo unico delle imposte sui redditi.

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