Rimasto senza lavoro non riusciva a pagare l’affitto: suicida padre di tre figli

E’ almeno la ventiseiesima vittima della crisi economica nata con il coronavirus e il lockdown. Una statistica impietosa e famiglie disperate.

Una strage silenziosa e drammatica. 26 i suicidi che l’Italia registra dall’inizio della crisi coronavirus ma pare ce ne siano stati molti di più passati nel dimenticatoio senza clamori.

L’anno scorso negli stessi mesi i suicidi erano stati quattordici. Difficilmente un suicidio fa scalpore. Forse è meglio discutere di vitalizi agli ex parlamentari che capire come evitare tragedie legate alla cirsi economica.

I bonus, la cassa integazione che nemmeno a tutti è arrivata, sono stati spiccioli per fare stare tranquilli gli italiani e non rischiare si innescasse una rivolta sociale, Di prestiti nemmeno a parlarne: governo e banche si sono rimbalzati le colpe alla faccia di chi ne aveva urgente bisogno.

E così c’è stato chi non ha retto alla ‘colpa’ e alla ‘vergogna’ di non potere più pagare l’affitto di casa o la scuola ai figli, e si è tolto la vita. L’ultima tragedia a Vigonza, nel padovano dove un uomo che non lavorava da gennaio e non riusciva a ricevere aiuti dall Stato, non ha retto al dolore e ha deciso per l’epilogo più tragico. L’uomo lascia tre figli.

Suicidi, la strage silenziosa: 26 solo nei mesi di lockdown

Dall’inizio dell’anno sono già 42 i suicidi, di cui 26 quelli registrati durante le settimane del lockdown: 16 ad aprile.

MKa sono alti anche i numeri di chi ci ha provato a suicidarsi ma non ci è riuscito: 36 da inizio anno, 21 nelle sole settimane di lockdown. Gli ultimi dati diffusi

Le vittime, secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio, sono per lo più imprenditori: 14, sul totale dei 26 casi registrati nel periodo del blocco.

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