Guarito cancro al seno con metastasi in malata terminale

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:04

Una malata terminale è completamente guarita. Terapia rivoluzionaria con cellule immunitarie TIL uccide il cancro al seno: cosa sono.

E’ un’ottima notizia quella che arriva dagli Stati Uniti. E non è solo uno studio, ma una prova tangibile su una paziente malata terminale. Le cellule immunitarie, chiamate linfociti infiltranti il tumore (TIL), sono alla base di una terapia rivoluzionaria che le ha salvato la vita.

Le cellule sono state estratte da una biopsia, poi ‘istruite’ dai ricercatori e moltiplicate a miliardi, per poi essere iniettate nella paziente assieme a un farmaco. Hanno completamente cancellato il cancro.

Per la prima volta nella storia della medicina una squadra di ricercatori è riuscita a far regredire completamente un carcinoma mammario metastatico con una rivoluzionaria tecnica immunoterapica.

Alla base dell’intervento, eseguito dall’equipe del professor Steven A. Rosenmberg del National Institutes of Health, (NIH) di Bethesda, nel Maryland, ci sono i linfociti infiltranti il tumore o TIL (Tumor-infiltrating lymphocytes): sono riusciti a spazzare via il cancro al seno e tutte le metastasi che avevano aggredito il corpo della 52enne Judy Perkins.

Le cellule che sconfiggono il cancro

Le cellule immunitarie, tecnicamente globuli bianchi mononucleati, vengono spesso trovati infiltrati nei tumori (da qui il loro nome). Si tratta delle armi del nostro organismo, che prova a rispondere alla minaccia del cancro bombardandolo con cellule del sistema immunitario: il loro obiettivo è uccidere le cellule malate.

Rilevare i linfociti infiltranti il tumore è un buon segno, dato che sono associati ai migliori risultati clinici. Nella donna americana, tuttavia, il quadro clinico era già compromesso a causa dell’aggressività e dell’estensione del cancro.

Le sue cellule immunitarie o erano troppo poche o troppo deboli, non più in grado di attaccare la malattia. I medici avevano provato ad arginare il cancro con la mastectomia, sette tipologie di chemioterapia differenti e terapie ormonali, ma senza successo.

E hanno deciso di tentare un’ultima strada, quella che ha salvato la vita alla donna.

Dopo aver effettuato una biopsia, i ricercatori hanno estratto i linfociti infiltranti il tumore dalla massa di tessuto e hanno cominciato ad analizzarli a fondo. Le cellule immunitarie sono state sottoposte a uno specifico screening per trovare le più efficaci contro le mutazioni del cancro della paziente, puntando quelle che erano riuscite a distruggere quattro geni nel DNA.

Individuate le cellule compatibili le hanno fatte replicare a miliardi in laboratorio. Di quelle ottenute, oltre 80 miliardi sono state selezionate per essere iniettate nel corpo della paziente, assieme a una terapia con il farmaco pembrolizumab, un medicinale standard che aiuta il sistema immunitario ad attaccare i tumori.

Il risultato, come dimostrato nello studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Nature Medicine, è stata la guarigione della donna, alla quale erano stati dati soltanto tre anni di vita.

Non è un caso che la terapia venga considerata ‘miracolosa’. Nonostante siano estremamente incoraggianti, i risultati dovranno essere replicati su un numero maggiore di pazienti, per capire se i linfociti infiltranti il tumore possono essere efficaci anche in altre situazioni e contro altre tipologie di cancro.

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