Coronavirus, che estate ci aspetta? L’esperto:”Addio solite vacanze”

Coronavirus, che estate si prospetta dopo la pandemia? L’esperto afferma che le misure andranno avanti fino a maggio e le vacanze estive saranno diverse.

Vacanze estive
Coronavirus, Vacanze estive

In questo momento le vacanze estive sembrano un miraggio. La maggior parte degli italiani in quarantena si chiede se le misure restrittive attuate fino ad adesso saranno valide anche in estate. Per ora non ci sono notizie ufficiali riguardanti tale domanda, ma si possono fare alcune supposizioni in base alle dichiarazioni di alcuni epidemiologi.

Inoltre nell’ultimo decreto legge, emanato ieri dal Governo, si legge che le misure verranno rimodulate – aumentate o diminuite – in base all’andamento dell’epidemia nel Paese.

Purtroppo si sta combattendo contro un mostro invisibile che è difficile da scovare. Basti pensare a tutte quelle persone asintomatiche che continuano ad andare in giro tra spesa e lavoro, magari contagiando qualcun altro. Scovarle per ora rimane alquanto difficile.

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Coronavirus: le parole dell’epidemiologo sulla situazione futura

Coronavirus, Vacanze estive
Coronavirus, Vacanze estive

È difficile dire quanto potrà durare l’epidemia perché il virus è davvero imprevedibile. Quello che si sta facendo ora in Italia, con le chiusure e i divieti, mi pare un buon compromesso. E forse potremo avere dei buoni risultati intorno ad aprile-maggio, mantenendo un livello di chiusura ancora piuttosto alto

A dichiarare ciò è il professor Pier Luigi Lopalco, epidemiologo dell’università di Siena. Parole caute quelle dell’esperto che mettono in evidenza i fatti. Dunque è molto difficile che si torni alla normalità immediatamente e soprattutto non ci sarà quel decantato giorno X in cui le restrizioni verranno eliminate e si potrà ricondurre la solita vita.

Probabilmente ancora per diverso tempo gli assembramenti saranno vietati. Come spiega l’epidemiologo:

Il nostro riferimento scientifico resta la Cina, Hubei. La situazione si è risolta in sei settimane. Tutto chiuso per 60 milioni di cittadini, anche se l’altro miliardo di abitanti ha continuato a produrre per portare il cibo, le attrezzature sanitarie e tutto quanto servisse a chi stava nella zona rossa

Infatti la grande diversità tra l’ Italia e la Cina è proprio questa: nel Paese asiatico solo una zona è stata totalmente chiusa comprendente 60 milioni di abitanti.  Il nostro Paese, invece, è totalmente fermo. Inoltre l’epidemiologo ci tiene a sottolineare positivamente il trend di questi giorni, in cui c’è stata una leggera flessione dei contagi. In ogni caso però sostiene che è necessario mantenere alta la guardia proprio per evitare che altri focolai possano prendere piede in altre zone d’Italia.

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Dunque al momento ci attende una Pasqua di rigore, un primo maggio difficile da festeggiare e quindi non ci resta che sperare nell’estate. In quanto la battaglia più dura da estirpare è quella degli asintomatici che sono difficili da trovare:

È facile che siano circa 500 mila le persone che non presentano sintomi evidenti – precisa Lopalco – Tali numeri non vogliono dire, però, che l’epidemia sia fuori controllo: infatti, laddove si identificano i casi sintomatici e si effettua la ricerca di tutti i contatti procedendo dunque al loro isolamento anche se asintomatici, si determina una efficace interruzione della catena del contagio

Quindi ancora una volta, il modello a cui si punta è il Sud Corea ed è proprio per questo che il Governo italiano sta puntando a realizzare un’app che riesca ad individuare i contagiati

 

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