Bonus pubblicità 2020: credito d’imposta del 30%, cosa cambia

Il Bonus pubblicità 2020 è stato modificato dal decreto “Cura Italia” varata dal governo per far fronte all’emergenza Covid-19. Ecco le modifiche più rilevanti

Bonus pubblicità 2020
Computer, pubblicità (Fonte Piaxabay)

Tra le molteplici novità apportate dal governo durante la fase di emergenza dovuta al coronavirus, ce n’è anche una relativa al Bonus pubblicità 2020. Di cosa si tratta nello specifico? Come cambia lo scenario per coloro che decidono di investire nel settore pubblicitario?

L’esecutivo ha apportato delle modifiche per quanto concerne la fruizione del Bonus pubblicità 2020 varando un regime del tutto straordinario per l’accesso alla suddetta agevolazione. Nella fattispecie è stata introdotta la possibilità di applicare il credito d’imposta non solo sull’incremento della spesa pubblicitaria, bensì, sul totale dell’investimento effettuato.

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Bonus pubblicità 2020, le novità principali

Bonus pubblicità 2020
Giornali (Fonte Pixabay)

Negli ultimi anni il Bonus pubblicità ha introdotto per le aziende la possibilità di usufruire si un credito d’imposta del valore del 75% della spesa incrementale sostenuta con un differenziale minino dell’1% rispetto all’anno precedente. Una misura applicabile in campagne pubblicitarie effettuate su stampa quotidiana e periodica sia cartacea che online e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali.

Lo scenario per quest’anno cambierà in maniera radicale, così come si evince dall’articolo 98 del decreto Cura Italia. Il bonus sarà concesso per tutta la durata del 2020 nella misura unica del 30% del valore di tutti gli investimenti effettuati e non più entro il 75% dei soli investimenti incrementali, nel limite di spesa di 27,5 milioni di euro.

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L’altra importante novità a riguardo è quella relativa alla comunicazione telematica (con tutti gli elementi indicati nell’articolo 5 del dpcm 90/2018) di accesso al credito. Le nuove domande potranno essere presentate dal 1 al 30 settembre 2020. Ciò naturalmente non va inficiare su quelle già presentate dai potenziali beneficiari nel lasso di tempo tra il 1 e il 31 marzo, che godranno dello stesso trattamento economico.

Al momento non ci sono novità circa ad un’estensione della norma per il prossimo anno. Si tratta infatti di una misura presa in considerazione per aiutare il settore a riprendersi una volta superata in maniera definitiva l’epidemia coronavirus.