Il peperoncino per combattere infarto e ictus: i dati e lo studio

Assumere con costanza il peperoncino può aiutare a combattere il rischio infarto ed ictus: tutto sullo studio che lo sostiene e quante volte mangiarlo a settimana

Il peperoncino per combattere infarto e ictus: i dati e lo studio
Peperoncino (pxhere)

Assumere con costanza l’alimento del peperoncino potrebbe aiutare a ridurre il rischio di morire per infarto e ictus, e ridurrebbe anche il rischio di decesso per altra causa rispetto a chi non lo consuma abitualmente.

Questo è quanto emerge e quanto viene suggerito da uno studio pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology. Lo studio è coordinato dagli epidemiologi dell’IRCCS Neuromed di Pozzilli, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, l’Università dell’Insubria a Varese e il Cardiocentro Mediterraneo di Napoli.

Secondo il sopracitato studio infatti, consumare quattro volte a settimana il peperoncino, riderebbe il rischio di infarto del 40%, e dell’ictus del 60%; per quanto riguarda invece i decessi per altra causa, l’incidenza e quindi la riduzione del rischio sarebbe pari al 30%.

Lo studio in questione è stato svolto in base all’analisi delle abitudini alimentari di 22.811 molisani; lo stato di salute di quest’ultimi è stato monitorato per un tempo medio di otto anni.

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Infarto e ictus – il peperoncino dimezzerebbe i rischi di morte: le parole dell’esperta

Il peperoncino per combattere infarto e ictus: i dati e lo studio
Peperoncino (pixabay)

Il peperoncino dunque, stando a quanto emerge dallo studio pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology, se assunto con regolarità sarebbe un alimento in grado di dimezzare il rischio di morte per infarto e ictus, in diverse percentuali, e contrasterebbe anche i decessi per ulteriori cause, rispetto a chi non fa un uso abituale del condimento.

Uno studio, questo, che interesserà a diverse persone attente sul tema e di cui probabilmente si parlerà parecchio anche in futuro.

Nel dettaglio, un consumo pari a 4 o più volte a settimana del suddetto condimento si assocerebbe alla riduzione del rischio di morte, in generale, pari al 23%. E come detto, per quanto riguarda l’infarto e l’ictus, l’incidenza sarebbe rispettivamente del 40% e del 60%.

Come spiega Marialaura Bonaccio, un’epidemiologia del Neuromed nonché primo autore del lavoro in questione, è interessate notare che la protezione garantita, complessivamente, dal peperoncino, sia indipendente dalla dieta adottata. “Sia che si mangi – spiega – in modo sano, sia che si scelga un’alimentazione meno sana, l’effetto protettivo del peperoncino è uguale per tutti”.

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Gli scienziati aggiungono inoltre che i meccanismi biochimici, ovvero il modo mediante cui la suddetta pianta e altre simili abbiano tali effetti protettivi, sarà oggetto di successivi e nuovi studi, nonché approfondimenti sul tema.

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