Giochi Olimpici Invernali 2026 a Milano: la gioia di Conte, Di Maio e Sala
Il Premier Giuseppe Conte (GettyImages)

Nell’intervento in cui ha annunciato la volontà di Salvini di staccare la spina all’esecutivo Conte gli ricorda che non spetta a lui gestire i tempi della crisi

Dopo settimane di congetture, retroscena ed indiscrezioni la crisi di governo è ufficialmente deflagrata: ad annunciarla, battendo per una volta nel timing il proprio Miinistro dell’Interno Salvini e respingendone il diktat di dimettersi in modo da costringerlo a venire allo scoperto, è stato il Premier Giuseppe Conte con un’irrituale conferenza stampa convocata a Palazzo Chigi durante la quale ha assicurato che, come ribadito in più di un’occasione, questa che si apre sarà la crisi di governo più trasparente della storia repubblicana data la sua volontà di parlamentalizzarla coinvolgendo le Camere. “Ieri e questo pomeriggio è venuto a parlarmi Salvini il quale mi ha anticipato l’intenzione di interrompere questa esperienza di governo e di andare a votare per capitalizzare il consenso di cui la Lega gode attualmente. Ho già chiarito a Salvini che farò in modo che questa crisi sia la più trasparente della storia. Questo passaggio istituzionale dovrà svolgersi davanti ai parlamentari, non spetta a Salvini decidere i tempi della crisi, spetta a lui spiegare le ragioni della crisi”.

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Conte: “Non spetta a Salvini dettare i tempi della crisi. Il governo non era in spiaggia”

Non solo la difesa delle prerogative costituzionalmente garantite al Capo dello Stato e l’invito a Salvini a spiegare agli italiani i motivi, oltre alla volontà di monetizzare l’enorme consenso che gli accreditano i sondaggi, secondo i quali la Lega oscilla intorno al 40%, di far precipitare il Paese in una crisi a mercati ancora aperti, chiuderanno il 20 agosto, e con la concreta prospettiva dell’esercizio provvisorio in caso di elezioni ad ottobre ma anche la rivendicazione del buon lavoro svolto fin qui dall’esecutivo: “Non accetterò che sia svilito il lavoro del governo che ha parlato poco e lavorato molto. Non era in spiaggia”. “In cauda venenum”, avrebbero detto i latini, “il veleno nella coda“, visto che proprio alla fine del proprio intervento Conte ha riservato al proprio ormai ex Ministro dell’Interno lo stoccata al curaro con il riferimento all’ultima performance di Salvini, dj sulla spiaggia di Milano Marittima, che ha sollevato un vespaio di polemiche per la sua irriverente versione dell’inno nazionale.

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