Gamberetti nello spazio: l’esperimento SCAMPI studia la vita in orbita

Gamberetti nello spazio, insieme ad alghe e microrganismi: SCAMPI porta sulla Stazione spaziale internazionale un piccolo ecosistema acquatico. Il progetto coinvolge 51 studenti e guarda alle sfide delle future missioni di lunga durata.

Tra i materiali consegnati dalla navetta cargo Dragon alla Stazione spaziale internazionale c’è anche un habitat con organismi viventi. Come riferito da ANSA il 16 ottobre, il carico comprende SCAMPI, un esperimento che studierà le relazioni all’interno di un sistema acquatico chiuso in condizioni di microgravità. La domanda riguarda l’equilibrio dell’intero ecosistema, oltre al comportamento dei singoli organismi.

Gamberetti nello spazio: illustrazione concettuale di un ecosistema acquatico con alghe sopra la Terra
Illustrazione originale generata con IA per CheNews: non raffigura il vero apparato SCAMPI.

Gamberetti nello spazio: cosa osserva SCAMPI

Secondo la presentazione dell’Agenzia spaziale europea, nell’habitat convivono gamberetti, alghe e popolazioni microbiche. Il gruppo di ricerca seguirà l’evoluzione di questo piccolo ambiente per raccogliere dati sulle interazioni tra le sue componenti viventi e non viventi.

Osservare una comunità significa spostare l’attenzione dalle singole risposte biologiche alle relazioni che tengono insieme il sistema. È questo il punto di interesse dell’esperimento: capire come cambia un equilibrio quando vengono meno le condizioni abituali sulla Terra.

Il contributo degli studenti e del Politecnico di Torino

Il Politecnico di Torino descrive una collaborazione tra 51 studenti di 11 istituzioni europee e statunitensi. Il consorzio è guidato dall’ateneo torinese insieme all’École Polytechnique di Parigi. Per il Politecnico hanno partecipato sette studenti, coordinati dalla professoressa Sabrina Corpino del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale.

Il lavoro rientra nell’ESA Academy Experiments Programme e ha richiesto di affrontare le diverse fasi di un progetto spaziale: ideazione, costruzione, verifiche e preparazione alle operazioni. Per i partecipanti, quindi, la formazione passa attraverso un esperimento destinato a funzionare realmente in orbita.

Perché interessa alle missioni verso Luna e Marte

L’ESA indica un possibile orizzonte applicativo nei sistemi di supporto alla vita per l’esplorazione umana. Conoscere meglio gli ecosistemi chiusi potrebbe contribuire, in futuro, allo sviluppo di soluzioni per missioni prolungate verso la Luna e Marte. Si tratta di una prospettiva di ricerca: SCAMPI deve ancora produrre e far analizzare i suoi risultati.

La ricerca continuerà dopo il rientro

Come spiega il Politecnico, il programma prevede anche il ritorno dell’esperimento sulla Terra. I campioni saranno sottoposti ad analisi biologiche e genetiche e confrontati con quelli mantenuti a terra. Il confronto servirà a studiare gli effetti dell’esposizione alla microgravità.

Il valore della missione si misurerà dunque nei dati raccolti e nella loro interpretazione. I piccoli gamberetti sono il dettaglio che cattura l’attenzione; al centro del progetto c’è una domanda più ampia su come mantenere sistemi viventi complessi durante l’esplorazione spaziale.

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