Si può ancora pagare in centesimi? Ecco cosa è cambiato

Pagare con i centesimi è una pratica sempre meno popolare. Ma è possibile farlo ancora? Questo soprattutto perché in molti si sono accorti che stanno sparendo: ecco che cosa è cambiato.

Portare dietro i contanti sta diventando una pratica sempre meno comune. E, sebbene il governo ha deciso di alzare la soglia del contante, tante persone preferiscono pagare con bancomat e carta di credito o debito. Questo sicuramente per praticità, ma anche per sicurezza. Una pratica che ha avuto una accelerata durante e post covid-19. Ma in questo scenario, che cosa sta succedendo alle monetine?

pagare centesimi
fonte foto: Canva

In questo periodo si sta parlando tanto di contanti, questo soprattutto dopo che il governo Meloni ha deciso di alzare la soglia. Al di là di questo, in molti si chiedono se è ancora possibile pagare con i centesimi. Ricordiamo che, con l’introduzione dell’euro, i paesi che appartengono alla comunità monetaria europea hanno hanno avuto a disposizione diversi centesimi. Parliamo dei piccolissimi pezzi da 1 e 2 cent., ma anche 5 e 10 cent.

Quello che però non tutti sanno è che le monete da 1 e 2 cent sono diventate un vero problema per i paesi dell’Eurozona. Molte persone di sicuro si saranno accorti che questi centesimi sono spariti e non vengono dati come resto all’interno dei negozi. Questo perché la Comunità Europea ha deciso di tagliarli. Andiamo a vedere nello specifico che cosa sta succedendo.

Pagare con centesimi, addio alle moneta da 1 e 2 cent

Da molti anni la Commissione Europea sta valutando il ritiro definitivo di monete da 1 e 2 centesimi che sono prive di valore commerciale. Tanto che nel 2020 ha lanciato un’iniziativa per studiare la possibilità di introdurre una regola per arrotondare i pagamenti in contanti ai 5 centesimi più vicini. Proprio questa decisione potrebbe dare il colpo di grazia all’addio definitivo di queste monetine.

Tali centesimi sono apparsi fin da subito un vero e proprio problema, sia per l’istituzione che per i cittadini. Da un lato, comportano un grande costo di produzione, superiore al valore della moneta stessa. Mentre dall’altro, gran parte di questo piccolo resto viene perso o accumulato a causa dell’impossibilità di pagare con esso. In molti si saranno accorti che con queste piccole monete non è possibile pagare nella maggior parte dei distributori automatici o nei parcometri delle città.

Un altro motivo per porre fine alle monete di valore inferiore è l’impatto che la loro produzione ha sull’ambiente. Le monete da uno e due centesimi sono realizzate in acciaio rivestito di rame e per la loro fabbricazione sono necessarie altre risorse come acqua e composti chimici. In un modo in cui si sta facendo attenzione alla sostenibilità è normale che molti non vedano di buon occhio le monetine.

Cosa fare con le monete da 1 e 2 centesimi?

Se hai in tasca, nel portafoglio o sul fondo della borsa le monete da 1 e 2 centesimi non le devi buttare. Queste sono ancora usufruibili e puoi pagare in un supermercato. Verranno debellate solo quando scompariranno e non ci sarà più nessun esemplare in giro. Proprio per questo motivo si è dato l’avvio all’arrotondamento della spesa.

Una direzione comunitaria che sembra essere ben chiara. Anche perché un decreto legge ha comunicato a tutti che da gennaio 2018 è stato sospeso il conio delle monetine da 1 e 2 cent. In poche parole, è stato deciso che non verranno più prodotte. Al momento però non c’è alcuna decisione congiunta, ma in molti paesi si sta procedendo con la regola di arrotondamento a 5 centesimi. Anche in Italia si arrotonda per eccesso o per difetto, a seconda della somma più vicina ai 5 centesimi o allo zero.