Tredicesima, cosa è e come si calcola? Tutte le informazioni

Che cos’è e come si calcola la tredicesima? Tanto attesa dagli italiani e che aiuta a sostenere spese extra. Ecco tutte le informazioni a riguardo.

Tra le cose più attese del mese di dicembre ogni anno oltre alle festività del Natale e del Capodanno, in cui ci si riunisce con la famiglia e di amici, ve n’è un’altra particolarmente apprezzata. Stiamo parlando infatti dell’arrivo della tredicesima, una retribuzione aggiuntiva allo stipendio mensile o alla pensione.

Tredicesima
Pexel

Specialmente durante il periodo natalizio avere più soldi in tasca aiuta anche a gestire le varie spese extra che ricorrono proprio durante questo mese, tra regali, cenoni e perché no anche vacanze. Ma che cos’è la tredicesima e come si calcola? Scopriamo insieme tutte le informazioni.

Tredicesima, a chi spetta e come si calcola

Come abbiamo già accennato il mese di dicembre è sempre stato tanto atteso nel nostro paese, ma anche nel resto del mondo. Proprio durante questo periodo ci sono infatti le festività di Natale e Capodanno, che ci offrono l’opportunità di passare momenti vicino alla nostra famiglia e le persone che amiamo. È anche il momento per scambiarsi dei doni e dunque l’occasione giusta per fare shopping e poi festeggiare tutti insieme. Un mese che dunque prevede diverse spese, che fortunatamente vengono attutite però grazie all’arrivo della tredicesima.

Quest’ultima infatti come abbiamo già accennato è una retribuzione aggiuntiva che viene inserita all’interno dello stipendio mensile o nella pensione, e che è maturata durante tutto il corso dell’anno. Generalmente quest’ultima è erogata in un’unica soluzione ed entro il 20 di dicembre, ma è anche possibile accordarsi con il proprio datore di lavoro ad esempio per riceverla di volta in volta all’interno del proprio stipendio mensile.

Questa retribuzione spetta principalmente ai lavoratori privati e pubblici che hanno un contratto del genere di lavoro dipendente che sia a tempo indeterminato o determinato, ma anche ai pensionati. Percepiscono questa retribuzione anche colf e badanti e tra l’altro nel caso in cui abbiano prestato servizio a diverse persone, questa retribuzione spetta di diritto da ciascuno di loro.

Esclusi invece i lavoratori a progetto, quelli autonomi e i parasubordinati. Altra specifica da fare è che questa retribuzione si riesce a maturare lo stesso in caso di congedi di paternità o maternità, matrimoniali, ma per malattie e infortuni sul lavoro e dunque in tutte quei casi in cui le assenze possono essere giustificate. Anche chi è in cassa integrazione ha il diritto di percepirla, ma questa varia a seconda della sospensione dell’attività. Se avviene una sospensione totale non viene maturata, però i lavoratori hanno a disposizione un’integrazione salariale che è sempre pari al 80% della retribuzione ed a carico dell’INPS.

Il valore di questa retribuzione è pari generalmente a un dodicesimo del totale che viene percepito in un anno e infatti ogni mese viene messa da parte una rata che è proprio pari a un dodicesimo del proprio stipendio mensile. Non entrano invece in questo calcolo gli extra e i bonus che vengono percepiti.

Per quanto riguarda fare un calcolo standard di questa retribuzione, non è possibile perché non esiste un vero e proprio calcolo specifico poiché tutto dipende dai contratti collettivi di lavoro. Un’ultima informazione interessante riguarda le tasse, infatti si applicano i contributi previdenziali e le ritenute fiscali anche su questa retribuzione.

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