Ferrari, l’ex Presidente demolisce John Elkann: bordata devastante

La Scuderia Ferrari sta attraversando uno dei peggiori periodi della sua storia. L’ex numero 1 del Cavallino ha voluto dire la sua sull’operato di John Elkann.

Maranello è nel caos. La Scuderia di F1 è rimasta orfana del suo team principal, dopo 4 anni avari di soddisfazioni. Mattia Binotto è stato accompagnato alla porta, nonostante una vettura competitiva. La squadra non ha colto i frutti del lavoro dei tecnici italiani e il risultato finale deludente non è dipeso solo da Binotto. Le responsabilità dell’ingegnere di Losanna sono evidenti, a partire dal suo scarso potere politico. Nel corso del sua epopea al muretto non ha mai dimostrato di essere all’altezza dei agli altri top manager di Red Bull Racing e Mercedes.

Presidente John Elkann Ferrari (LaPresse)
Presidente John Elkann Ferrari (LaPresse)

La sfida in pista tra i piloti non è molto diversa dal testa a testa tra i direttori tecnici, i meccanici e gli strateghi. La F1 è una sfida nella sfida e, al momento, nessuno degli uomini della Scuderia sarebbe preferito negli altri top team. Di sicuro la Mercedes non scambierebbe Wolff con Binotto e in casa Red Bull Racing, Christian Horner, non ha nessuna intenzione di lasciare Milton Keynes. La Ferrari ha gestito in modo pessimo il progetto F1-75, terminando la stagione depotenziata e con il fiato sul collo della Mercedes. Il distacco dalla vetta è stato di oltre 200 punti dalla Red Bull Racing, mentre le gare vinte appena quattro. Forse, per i neofiti della F1, appaiono un buon bottino rispetto alle due annate precedenti a secco di successi, ma per una squadra che vuole lottare per la corona iridata rappresentano un fallimento.

La Ferrari ha gettato al vento diverse possibilità nel corso dell’anno, facendosi sfilare vittorie che sembravano alla portata. Gli errori strategici del muretto box sono stati decisivi per l’assegnazione prematura dei titoli iridati. Max Verstappen ha potuto celebrare il suo secondo Mondiale addirittura in Giappone. La Red Bull ha onorato il suo fondatore, vincendo il titolo costruttori in Texas. La Red Bull Racing ha collezionato, complessivamente, 17 vittorie. Quindici ne ha messe a segno Verstappen, mentre le altre 2 le ha conquistate Perez. Quest’ultimo ha approfittato dei passi falsi della Rossa per battere il #16 su due tracciati favorevoli al ferrarista.

La situazione è degenerata a seguito dell’introduzione della direttiva 39 anti porpoising, che ha fatto ripiombare la Ferrari in una crisi disarmante, mentre ha ridato nuova linfa alla Mercedes. La Red Bull Racing, dal canto suo, ha continuato a dominare in lungo e in largo. La W13 ha vinto ad Interlagos l’unica gara dell’anno, ma è arrivata alle spalle della Rossa. A nulla è valso il secondo posto. La Ferrari ha scelto di dire addio a Mattia Binotto. Persino le modalità di separazione dal suo storico tecnico sono risultate sbagliate. La gestione è stata pessima perché la Scuderia aveva smentito le speculazioni su Binotto prima della tappa finale di Abu Dhabi, poi lo aveva mandato allo sbaraglio, nella press conference dei team principal. Il tecnico svizzero dichiarò di essere anche sereno della sua posizione in Ferrari. Tra i pochi a tendere una mano all’ingegnere di Losanna è stato Jean Alesi. Date un’occhiata alla Ferrari F1 2003 di Michael Schumacher, battuta all’asta ad una cifra esorbitante.

Ferrari, che mazzata da parte di Montezemolo

Dopo pochi giorni sono continuati i rumor di un suo possibile allontanamento e, finalmente, la verità è emersa attraverso una lettera di dimissioni dello stesso svizzero. La storia avrebbe meritato finali migliori, ma sui social sono divampate le polemiche. Il tecnico, divenuto team principal dopo la cacciata di Maurizio Arrivabene, aveva creduto nella possibilità di riportare in auge il Cavallino, ma alle sue spalle è anche mancata una dirigenza attenta e competente. Il Presidente John Elkann è sempre apparso slegato dalla GeS e dalle dinamiche della pista. Le sue rare uscite pubbliche sono sembrate fuori luogo con proclami che, puntualmente, non si sono verificati.

Il rampollo della famiglia Agnelli aveva parlato di apertura di ciclo vincente, ma la Rossa ha visto con il binocolo gli avversari anche nel 2022. Si è passati dal dominio della Mercedes a quello della Red Bull Racing. La Ferrari per due anni e mezzo non ha ottenuto alcuna vittoria, anche a causa dell’accordo segreto con la FIA in merito alla PU della SF90. Una squadra nel giusto non avrebbe mai accettato di perdere due anni. Ma come si è verificato un tale disastro? La risposta è arrivata dall’ex Presidente della Ferrari.

Luca Cordero di Montezemolo ha espresso un giudizio pesantissimo sull’attuale dirigenza. Ecco le sue parole: “Quello che sta succedendo in Ferrari mi addolora, non nascondo che è una situazione di cui sono molto preoccupato. Al momento, non posso far altro che dire che mi pare un’azienda senza un leader e senza una leadership, ma oltre a questo non voglio dire altro. Io sono anche un tifoso di questa azienda, preferisco non infierire su una situazione molto difficile”. Pur non facendo il nome di Elkann, l’ex numero 1 della Scuderia ha sortito un grosso colpo all’attuale Presidente.