Pensioni, allarme per i nati nel 1965 e nel 1980: ecco tutte le cifre

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Una recente stima dell’INPS sta decisamente facendo preoccupare tanti futuri pensionati. A preoccupare sono le pensioni per i nati nel 1965 e nel 1980. Vediamo insieme tutti gli importi.

Torna nuovamente caldo il tema delle pensioni. Un tema che non riguarda solo chi è attualmente pensionato ma anche per i futuri pensionati. A tal proposito, a far discutere è una recente stima fatta dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale. Stima che riguarda chi è nato nel 1965 e il 1980.

Pensioni
Fonte foto: Canva

Il calcolo per sapere l’importo della pensione è legato sempre ad alcune variabile. In questo particolare caso, il nostro discorso verte soprattutto per le generazione X. I nati negli anni che vanno dal 1965 e finiscono al 1980 potrebbero vedere il loro assegno INPS con una cifra più bassa rispetto ad altri lavoratori.

La crisi economica sta incidendo su più livelli. Dal 2023 alcuni lavoratori potrebbero dire addio al mondo del lavoro. Anche se alcune condizioni non dovrebbero essere del tutto favorevoli. Come non sarebbero favorevoli le stime per tanti lavoratori che tra qualche anno diranno addio al mondo del lavoro. Per loro, infatti, potrebbe esserci un assegno da circa 750 euro. Vediamo insieme i dettagli delle stime annunciate dall’ente.

Pensioni, le stime dell’INPS non piacciono: gli importi per i nati tra il 1965 ed il 1980

Il documento stilato dall’INPS non lascia dubbi, la generazione X potrebbe vivere situazioni non proprio semplici durante la pensione. Lo stesso presidente Pasquale Tridico ha parlato di “dramma sociale” in riferimento ai possibili assegni da 750 euro.

La stima fatta dall’ente è stata strutturata prendendo in considerazione il mondo del lavoro oggi. Si è ipotizzato un lavoratore che va in pensione a 65 anni, con uno stipendio da 9 euro all’ora e 30 anni di contributi. Con questo scenario, il rischio elevato è arrivare alla pensione con una cifra bassa. Somma che, come detto, si aggira attorno ai 750 euro. L’importo, come vediamo, non può essere adeguato al costo della vita. Un costo che aumenta sempre di più ma che vede importi, sia salariali che pensionistici, troppo bassi.

Il problema lavoro che si ripercuote in futuro

Il trend degli importi pensionistici è decisamente al ribasso. I problemi economici sono vari e la situazione non può che incidere anche in questo ambito. L’inflazione e la nuova cristi stanno portando a rivoluzionare gli importi delle pensioni. Il problema delle pensioni basse è stato portato alla luce dall’INPS nel XXI Rapporto annuale dell’ente.

Nel documento si mostrava come il rischio di pensioni più basse per chi è nato dal 1965 fino al 1980 sarebbe stato causato da stipendi bassi e assenza di lavoro e condizioni stabili. Tutti aspetti che oggi troviamo pienamente. Tale dato è stato anche confermato dal rapporto OCSE che ha messo in luce la retribuzione europea. Tra i Paesi con basso stipendio troviamo proprio l’Italia. Insomma, le politiche di cui si deve parlare e intervenire riguardano il lavoro. Da lì passano i procedimenti che poi portano ad una pensione idonea ed adeguata.