Matrimonio finito, sapevi di poter divorziare a costo zero?

Il matrimonio finito può essere un aspetto molto doloroso. Il conseguente divorzio, spesso, porta costi economici alti. Ma c’è un modo per divorziare in maniera decisamente economica. Ecco di cosa si tratta.

Il matrimonio rappresenta una delle occasioni che possono portare gioia. In certi casi, però, tutta la magia che ha portato al grande evento viene meno. Cosa che porta la coppia a decidere di separarsi prima e di divorziare poi. C’è una modalità in tal senso non solo economica ma che non prevede neanche la presenza degli avvocati.

DIVORZIO
Fonte Foto Canva

Un matrimonio finito è sempre qualcosa di molto doloroso. Come è doloroso, in certi casi, seguire tutta la trafila che porta al divorzio ufficiale. Anche perché la pratica di separazione ha dei costi variabili. In alcune circostante, i costi sono molto alto. Tutto dipende dalla modalità che si sceglie.

Il divorzio può essere consensuale. In questo caso si decide tutto tra le due parti anche se chiama in causa gli avvocati. Cosa che porta ad una spesa che va dai 500 ai 3.000 euro. Ma c’è una strada che può permettere il divorzio in maniera economica. Ci riferiamo al fatto di rivolgersi all’Ufficiale di Stato Civile del Comune di riferimento. Questa strada ha un costo davvero molto basso.

Matrimonio finito, il divorzio economico: basta rivolgersi all’Ufficiale di Stato Civile

Il divorzio può avere pesanti strascichi sia dal punto di vista emotivo sia dal punto di vista economico. Se ci si rivolge, però, all’Ufficiale di Stato Civile il costo è davvero basso. Si parla di una cifra di 16 euro per il bollo. Questa modalità può avere il via solo se la coppia non ha figli minori, disabili e non ci siano clausole per trasferimenti patrimoniali. Si può anche prevedere l’assegnazione dell’assegno periodico. I tempi parlano di almeno 6 mesi tra il giorno dell’accordo e la data del divorzio.

Oltre al costo del bollo e rispettando quelle regole, il divorzio non presenta altre spese. La domanda, inoltre, deve essere fatta tramite un modulo che si trova sul portale del sito del Comune di riferimento. Cosa diversa dalla rottura consensuale dove ci deve essere una negoziazione assistita. Gli avvocati, in questo scenario, sono utili per stabilire l’affidamento dei figli, separazione dei beni e altro ancora. Come annunciato in precedenza, i costi possono toccare anche 3.000 euro.

Per una risoluzione consensuale, oltre al bollo, c’è bisogno di un contributo unificato per il rilascio dell’autorizzazione o del nullaosta da parte del Pm. In aggiunta ci sono le tasse e l’imposta di registro o altra tassa se le indicazioni patrimoniali dell’accordo di divorzio sono funzionali a risolvere la crisi tra i coniugi. Per quanto riguarda i beni patrimoniali, se funzionali al divorzio, non sono soggette a bollo e imposte di registro.

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