Reddito di cittadinanza verso la cancellazione? Un ostacolo potrebbe fermare Giorgia Meloni

Si è molto discusso dell’abolizione del reddito di cittadinanza. Tale scenario è resto estremamente complicato da alcuni dati esposti di recenti. Ci sarebbero tanti ostacoli per il nuovo governo.

Il nuovo governo sta prendendo sempre più forma. Dopo una campagna elettorale, breve ma intesa, ora si dovrebbe passare ai fatti. Tra gli argomenti messi in luce dal centrodestra c’è il sussidio percepito da tantissimi italiani. L’idea, anche se poi Forza Italia ha parlato di raddoppio della cifra, è quella di abolirlo. Ma è possibile? Gli ostacoli sono davvero tanti.

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Fonte Foto Canva

Il reddito di cittadinanza è una misura non propriamente applicata alla perfezione. Dopo un periodo di sussidio, infatti, il percettore avrebbe dovuto iniziare una nuova esperienza lavorativa. La seconda fase, però, è venuta completamente a mancare. Cosa che ha portato pesanti spese alle casse dello Stato. Per questo motivo, l’idea di Fratelli d’Italia è quella di abolirlo totalmente.

Le evoluzioni su questa misura possono essere davvero tante. Si parla, ad esempio, di scenario che si può verificare in caso di mancanza di fondi. Tante situazioni, dunque, sono da valutare. Ma la sua totale cancellazione appare molto difficile. A maggior ragione dopo i dati annunciati dalla Cei, Alleanza contro la povertà e la Caritas. I tre enti hanno sottolineato di come il livello di povertà in Italia sia stata leggermente alleggerito dalla misura.

Cancellato il reddito di cittadinanza? Gli ostacolo del governo Meloni

La Conferenza episcopale italiana, Alleanza contro la povertà e la Caritas sono uniti per evitare la cancellazione della misura. Questo perché la povertà in Italia è già ad un livello molto alto. Ragion per cui, per il reddito di cittadinanza, sarebbe auspicabile un miglioramento più che la cancellazione. Soprattutto sul lato delle politiche di lavoro e idonei processi socialmente inclusivi

I dati diffusi dalla Caritas hanno evidenziato come lo scorso anno si è confermato il massimo storico segnato nel 2020. Con incidenza più alta nel Mezzogiorno italiano. Mentre al Nord-Ovest calano sensibilmente i dati. Tali dati fanno capire come sia molto difficile smontare la misura. La cancellazione, infatti, potrebbe portare alcune forze sociali a reagire in maniera profonda. Soprattutto perché il costo della vita continua a crescere mentre le entrare sono sempre meno. Entrate che vede proprio nel reddito di cittadinanza un’importante fonte. Quindi, l’abolizione genererebbe delle controindicazioni impossibili da sottovalutare.

Dunque, come sottolineato dai vari enti, questa fonte di entrata non può essere facilmente cancellata. Bisogna analizzare e correggere i problemi. Così da dare la possibilità di dare posti di lavoro ai percettori. Insomma, il governo sembra avere come unica strada la riforma graduale del reddito. Un aggiustamento che dovrà portare i cittadini a lavorare e non a percepire il sussidio fino a data da destinarsi. Un percorso a cui si richiede del tempo per strutturarlo e renderlo effettivo.

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