Reddito di cittadinanza, addio? Lo scenario in caso di mancanza fondi

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Si continua a discutere sul destino del reddito di cittadinanza. La misura divide e potrebbe non continuare la sua corsa. Ma cosa accadrà se non ci saranno nuove risorse?

La misura messa in atto dal Movimento 5 Stelle è costata allo Stato più di quanto dovuto. Nella scorsa campagna elettorale, tanti partiti hanno sottolineato il malfunzionamento della misura. Il partito che ne è uscito vincitore dalle elezioni, Fratelli d’Italia, ha fin da subito parlato di abolizione. Per questo molti si chiedono cosa farà il governo se per il 2023 ci sarà bisogno di nuove risorse.

Reddito di Cittadinanza
Fonte foto: Adobe Stock

Il reddito di cittadinanza è una misura che ha, fin dal primo momento, diviso l’opinione politica. Fratelli d’Italia, nella persona di Giorgia Meloni, ha sempre mostrato il fatto di non sostenere tale misura. Cosa che sta portando sempre più dubbi in merito. Soprattutto perché, con ogni probabilità, sarà lei a guidare il prossimo governo. Insomma, si presenta anche qui clima di forte incertezza.

Lo scenario attorno a questa misura, quindi, non è di facile risoluzione. Si parla anche di restituzione degli importi percepiti. Insomma, le evoluzioni ci saranno sicuramente. Evoluzioni che si verificheranno sia nei prossimi mesi che durante il prossimo anno. A proposito del 2023, vediamo insieme il possibile scenario in caso non ci fossero i fondi per sostenere il reddito.

Reddito di cittadinanza, cosa succederà nel 2023? Lo scenario in caso di mancanza fondi

Al momento il nuovo governo non è stato ancora formato. Di riflesso, manca completamente la previsione sulla spesa che riguarda la misura durante il prossimo anno. Nonostante questo aspetto, molti si chiedono cosa accadrebbe in mancanza di fondi. Una delle idee più gettonate portano alla chiusura totale dei rubinetti da parte del governo. Ma la risposta possiamo ricavarla anche dal decreto 4/2019 diventato poi legge numero 26/2019.

Nell’articolo 12, comma 9, si sottolinea come sia ristabilita la compatibilità finanziaria tramite una rimodulazione della cifra erogata. Mentre per ci sarà uno stop completo per le nuove domande. Così come per i rinnovi. La rimodulazione si legherebbe a chi spetta già l’erogazione. Anche dopo l’esaurimento delle risorse. In sostanza, per loro ci sarebbe un importante taglio.

Insomma, uno scenario può portare ad una situazione di fortissime restrizioni. Anche perché, oltre al pensiero del nuovo governo, la misura ha segnato alti costi. Una spesa dovuto sia al problema pandemico e alla crisi economica che si è innescata. Sia per la politica che era legata al reddito. Molti, infatti, non hanno trovato lavoro. Nel 2021, a tal proposito, il governo ha stanziato 4 miliardi fino al 2029 per la misura. Mentre nel 2022, la Legge di Bilancia, ha visto un esborso di 1 miliardo per lo stesso anno e altri 60 per gli anni successivi.

Al momento, però, non è chiaro se ci sarà bisogno di un altro sostegno per la misura. Un più chiaro scenario lo si avrà quando, in primis, ci sarà un nuovo governo. E, successivamente, quando si stilerà la spesa per il 2023 sul reddito di cittadinanza.