Contributi INPS per la pensione, chi deve pagarli? Le novità e come funziona

Entra nel gruppo offerte di lavoro, bonus, invalidità, legge 104, pensioni e news

Ricevi ogni giorno gratis news su offerte di lavoro ed economia


  1. Telegram - Gruppo

  2. Facebook - Gruppo

Sono in tanti che versano i contributi INPS per la pensione, ma che cosa sono? Tutto quello che c’è da sapere in merito ai contributi previdenziali e assistenziali.

Per accedere alla previdenza pubblica italiana è fondamentale pagare i premi assicurativi. Questi però non servono solamente per ottenere la l’assegno pensionistico alla fine del ciclo lavorativo, ma anche per avere delle disparate prestazioni assistenziali. Queste possono andare dalla disoccupazione alla malattia, senza dimenticare la maternità e paternità.

contributi inps
fonte foto: AdobeStock

Ma che cosa sono i premi assicurativi? In pratica sono dei contributi INPS. Parliamo di quei contributi versati all’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale e che non sono una ‘libera scelta’, bensì obbligatori per tutti coloro che rientrato all’interno del perimetro della previdenza pubblica. È quindi un obbligo legislativo da parte di lavoratori e imprese.

Quando parliamo di contributi previdenziali INPS obbligatori dobbiamo sottolineare determinate cose. Tra tutti il fatto che questi contributi vanno a finire in apposite gestioni previdenziali pubbliche che vengono decise in base alla categoria di riferimento di un lavoratore. Ma anche in ragione del settore di appartenenza del professionista in questione.

Contributi INPS, quanti ne servono per la pensione? Ecco come funziona

Dopo quanto detto finora è bene sottolineare che i contributi previdenziali sono diversi. Ci sono quelli che spettano ai lavoratori autonomi con Partita Iva che versano alla Gestione Separata in quanto non sono legati ad una cassa privata. Ma ad esempio ci sono anche quelli versati da una Gestione Previdenziale Pubblica rivolta ad artigiani e commercianti.

Durante tutto il ciclo lavorativo, i contributi versati si accumulano fino a quando si maturano i requisiti idonei per andare in pensione. In concomitanza con il compimento d’età, il lavoratore si ritira dal lavoro per accedere alla pensione di vecchiaia che ha diversi criteri, ma per il momento è con il compimento di 67 anni. È importante però sapere che a 67 anni si può andare in pensione se sono stati versati almeno 20 anni di contributi.

Questa è la misura standard, ma ci sono altre novità e misure da tenere in considerazione. In molti sono a beneficiare della pensione anticipata e lo possono fare in diversi modi, a seconda della categoria di riferimento. C’è chi rientra nella sezione Opzione Donna dove serve il compimento di 58 o 59 anni di età per le lavoratrici dipendenti o pubbliche. Mentre per l’APE Sociale servono 63 anni e per Quota 102 bisogna raggiungere 64 anni.

Esistono inoltre misure di pensionamento anticipato che non hanno nessun vincolo di età. In pratica parliamo della pensione anticipata ordinaria a cui si può far domanda se gli uomini hanno versato 42 anni e 10 mesi di contributi e le donne 41 anni e 10 mesi.