Pensione di vecchiaia, quali sono i criteri? I dettagli a partire dal 2023

Il momento di incertezza politico ha portato tante situazione ad essere sospese. Una di queste riguarda la pensione di vecchiaia. Andiamo a scoprire i requisiti che ci attenderanno il prossimo anno.

La recente caduta del governo ha portato l’agenda politica a non poter continuare. L’esecutivo governato da Mario Draghi sta mettendo in atto solo le misure che erano già in corso. Mentre altre sono state sospese. Tra queste anche la revisione dell’intera struttura delle pensioni.

Pensione di vecchiaia
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La pensione di vecchiaia è un tema sempre molto sentito. Non solo per chi tra poco tempo ci andrò ma anche per i giovani. Non a caso, l’esecutivo aveva aperto tre tavoli con i sindacati per portare avanti una serie discussione. Questo tavolo, però, è fermo proprio a causa dell’attuale situazione politica.

Attualmente ci sono dei dettagli che permettono ai lavoratori di andare in pensione prima. In questo caso, però, il permesso è concesso solo ad alcuni lavori. Come vediamo il tema dell’uscita è sempre fondamentale. Anche in questo caso, si è bloccato il tavolo su cui si rifletteva in merito alla flessibilità in uscita e al cedolino per donne e giovani. Andiamo, ora, a vedere cosa potrebbe cambiare dall’anno prossimo.

Pensione di vecchiaia, cosa cambia dal 2023? Gli scenari

Per le nuove riforme, come possiamo immaginare, bisogna attendere il nuovo governo che entrerà in gioco. Questo, però, non metterà in alcun modo in pericolo le norme strutturali come la pensione di vecchiaia. Anche per quanti riguarda i criteri, tutto resterà invariato anche il prossimo anno.

Nello specifico, anche nel 2023 il lavoratore per andare in pensione dovrà rispettare le comuni regole. Dovrà avere 67 anni, oltre ai 20 anni di contributi versati che sono definiti previdenziali obbligatori. Insomma, la situazione non cambiare di una virgola neanche con il nuovo governo che prenderà vita da settembre.

Se da una parte la pensione di vecchiaia è cosa sicura, altro discorso riguarda l’Ape sociale, Quota 102 e opzione donna. Su questi tre temi ci potrebbero essere degli sviluppi in questo inverno. Quando la nuova formazione politica entrerà regolarmente nell’economia del paese.

Come facilmente intuibile, le nuove riforme saranno dettata dal tipo di governo che si formerà. La campagna elettorale continua ad andare avanti e il tema delle pensione è uno dei punti cruciali di ogni programma. Ad esempio Forza Italia, nella persona di Silvio Berlusconi ha promesso il rialzo delle pensioni minime. A patto, però, di trovare le giuste misure che permettano la messa in atto della normativa.

Dunque, l’argomento delle pensioni dovrà vivere un altro punto di svolta. Nel frattempo, per alcuni pensionati ci sarà un aumento dal mese di ottobre. Un piccolo anticipo nato dal decreto Aiuti bis che, però, non sarà per tutti.

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