Commercialista, cosa si può fare senza di lui? Le azioni in assenza del professionista

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Il commercialista è una figura molto importante per gli esercenti. Questa figura, però, non risulta essere indispensabile in ogni occasione. Vediamo cosa si può fare senza.

Quando si parla del commercialista lo si fa con la consapevolezza che sia un esperto di fisco. Quindi, qualsiasi problema in materia di tasse e argomenti simili può essere risolto da lui. Dato il peso della figura, molti pensano che sia indispensabile. Ma in alcune occasioni non è affatto così.

Commercialista
Adobe Stock

Tanti esercenti si affidano ad un commercialista. Dalle partite IVA alle aziende fino ad arrivare ai cittadini, sono tanti i soggetti che chiedono aiuto a questo professionista. Nonostante la sua importante presenza, però, alcune mansioni non richiedono obbligatoriamente la sua entrata in scena. Almeno sul lato teorico.

La figura di questo professionista è molto importante anche se sono poche le situazioni in cui si chiede la sua presenza. Inoltre, la parcella del commercialista potrebbe essere davvero molto cara. Il costo è alto perché le situazioni sono spesso complesse. Soprattutto perché riguardano l’ambito fiscale e contabile. Fare a meno, quindi, non impedisce la richiesta di una consulenza oppure di aiuto. Scopriamo, adesso, quali sono le attività che si possono svolgere senza tale professionista.

Cosa fare senza commercialista?

Quando si parla di economia e contabilità il campo è davvero molto ostico. Per questo motivo, la scelta di molti è comunque quella di affidarsi ad un esperto del settore. Ma la sua figura non è sempre indispensabile. In tema di apertura partita Iva, gestione contabile e dichiarazione dei redditi, il cittadino potrebbe agire da solo.

Fin dal momento dell’apertura della partita Iva, ci si affida ad un commercialista. Così da non commettere alcune errore. Questo passaggio, però, può essere fatto autonomamente. In prima battuta, bisogna conoscere il tipo di attività così da selezionare il regime, se è forfettario o altro genere. Successivamente bisogna scegliere il codice Ateco. In questo caso, la selezione non è sempre semplice. Poi compilare il documento AA9/7, si può fare anche online. Infine, concludere le altre pratiche tra chi l’iscrizione all’INPS per i contributi.

Il secondo punto riguarda la contabilità. La gestione, esclusi i forfettari che hanno un regime semplificato, riguarda la versione classica. Qui non ci sono solo obblighi ma anche scadenze. La conservazione delle fatture e tenuta registri Iva. Rientra in questo contesto anche la dichiarazione Irap. Operazioni che possono risultare complessi ai più.

Si arriva al 730 e alla dichiarazione dei redditi. Anche in questo caso si può fare a meno di un esperto. La scelta può essere fatta se si riceve un modello precompilato del 730. In alternativa per i soggetti che utilizzano un modello redditi PF e sono in regime forfettario. Qui bisogna andare nel sito dell’Agenzia delle Entrate e scaricare il software per la compilazione del modulo. Se non si vuole andare dal commercialista, si può far affidamento al Caf.

Come abbiamo visto, il discorso su questo tema non è affatto semplice. C’è una certa autonomia ma la materia è davvero molto ostica e gli errori sono dietro l’angolo. Per questo motivo, è consigliabile affidarsi ad un esperto.