Pensione per le casalinghe di 540 euro a 60 anni: anche in specifici casi

Il discorso che accomuna casalinghe e pensione si fa sempre più serio. In alcune circostante si potranno avere 540 euro a 60 anni. Ecco i casi.

Nel corso del tempo si è fatto sempre più al centro della discussione il tema delle pensioni in riferimento alle casalinghe. Per troppo tempo questo lavoro è stato un po’ bistrattato ma, ora, pare che sia cambiato qualcosa. Pare infatti che i legislatori insieme ai sindacati stiano lavorando per trovare il modo di fare una riforma delle pensioni idonea alla situazione.

Pensione casalinghe
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Da tempo, ormai, si discute molto sulla posizione delle casalinghe. Si tratta di un vero e proprio spaccato della nostra società. Soprattutto perché loro non sono affatto tutelate a livello pensionistico. Nel corso di questi ultimi anni, però, lo scenario pare stia definitivamente mutando. Si sono raggiunge piccole tutele a livello previdenziale che sono state considerate come delle vittorie importanti. Queste, però, se confrontate agli altri lavoratori sono da considerare minime.

Il discorso, quindi, si sta sempre più focalizzando su questo ambito. Qualche settimana fa, a tal proposito, abbiamo parlato di 500 euro per casalinghe e vedove da parte dell’INPS. Segno di come, seppur a piccoli passi, qualcosa stia cambiando. Questa volta, invece, ci concentreremo su una pensione dedicata a loro sempre da parte dell’Istituto. Questa pensione, però, è molto difficile da raggiungere.

Pensione per le casalinghe da 540 euro: ecco tutti i dettagli

L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ha a disposizione il fondo casalinghe. La misura non è destinata solo alle donne ma anche agli uomini. Questo fondo è stato strutturato per dare la possibilità a chi non ha un lavoro e non ne ha mai svolto uno, di poter comunque arrivare alla pensione. Naturalmente la pensione arriva al raggiungimento di una certa età.

Il fondo è aperto al versamento ma bisogna essere autorizzati dallo stesso Istituto. Quindi, prima di procedere va eseguita una specifica domanda. Ripetiamo che il versamento è possibile solo per quelle persone che tengono cura della casa dei figli e della famiglia. Il lavoro non deve essere subordinato e deve essere privo di retribuzione. Inoltre, chi presenta la domanda non deve svolgere lavori che gli danno accesso ad un’altra cassa previdenziale. È possibile anche svolgere dei lavori a orario ridotto e non bisogna essere titolare diretti della pensione. Insomma, l’accesso al fondo è permesso alla casalinga che ha la pensione di reversibilità. Proprio sulla pensione di reversibilità sono arrivate importanti novità.

Le quote per i versamenti delle casalinghe

Il versamento minimo per garantire un mese di contributi è di 25,82 euro. Questi sono totalmente liberi e non obbligatori. Con 309,84 euro versati in 12 mesi permette di avere un anno di contributo. Se il versamento è in un’unica soluzione, anche se si rispetta la cifra citata in precedenza, non si raggiunge l’anno di contributi. Questo perché il versamento vale solo per il mese in cui lo si fa.

Si può raggiungere la pensione a 60 anni con 5 anni di versamenti. A patto però che il cedolino pensionistico sia pari all’assegno sociale più il 20%. Così da segnalare una cifra di circa 540 euro. Naturalmente, il tutto deve avvenire con appositi versamenti. Restando sulla cifra minima sarà difficile raggiungere una pensione così alta.

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