Bonus 200 euro, quali effetti ha sulla cessione del quinto?

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Pensionati e dipendenti si chiedono gli effetti del bonus 200 euro. Soprattutto per quanto riguarda la cessione del quinto. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Luglio si è aperto per pensionati e dipendenti con l’arrivo del bonus 200 euro. Un incentivo strutturato dal governo Draghi tramite il Decreto Aiuti. Questa indennità si può prendere una sola volta e aiuta a tante persone in difficoltà a far quadrare i conti. Insomma, un piccolo incentivo in un periodo molto complesso per quanto riguarda il lato economico e finanziario.

Bonus 200 euro e cessione del quinto
Adobe Stock

L’attuale periodo storico ha visto arrivare nella storia vari avvenimenti che hanno scombussolato la quotidianità. Tali eventi hanno inciso anche sulle finanze di tantissime famiglie italiane. Per questo motivo, il governo è andato in direzione di supporto per tante persone in difficoltà. Per i dipendenti, il bonus è accolto in busta paga mentre per i pensionati nel cedolino che ricevono ogni mese.

In queste ultime settimane si è molto parlato di questo incentivo. Alcuni giorni fa abbiamo parlato di un mancato accredito per alcuni pensionati del bonus 200 euro. In questo caso, invece, faremo luce sugli effetti di tale bonus in riferimento alla cessione del quinto pensione e stipendi. Ecco i dettagli.

Bonus 200 euro, gli effetti su stipendi e cessione del quinto: i dettagli

La cessione del quinto, tramite pensione o stipendio, permette agli individui di chiedere prestiti agli istituti di riferimento. La rata del prestito è trattenuta direttamente dal cedolino oppure dalla busta paga. La cifra, però, non può superare un quinto della mensilità. Sia che questa riguardi la pensione sia che riguardi lo stipendio.

In questo caso, con una pensione di 1.300 euro che arriva a 1.500 con il bonus si avrà un determinato effetto con l’incentivo. L’importo della rata potrà essere un quinto della pensione senza il bonus. Per precisione, dobbiamo ricordare che la durata del contratto del prestito non può superare i 10 anni; si deve stipulare un contratto assicurativo che copra il rischio di premorienza dell’individuo. Inoltre, non possono essere oggetto della cessione specifiche prestazioni: pensioni e assegni sociali; invalidità civile; assegni mensili per assistenza a pensionati disabili; assegno di sostegno al reddito e quelli riferiti alla famiglia; prestazioni di esodo; pensioni con contitolarità per la quota che non propria del soggetto artefice della richiesta.

Da ricordare, inoltre, che il bonus non è cedibile, sequestrabile e pignorabile per norma di legge. La legge di riferimento è l’articolo 31 e 32 del Decreto Aiuti. In aggiunta, tale incentivo non costituisce reddito. Né per quanto riguarda il lato fiscale né per quanto riguarda le prestazioni previdenziali ed assistenziali.

Questo bonus continua a far discutere. Se per pensionati e dipendenti non è servita alcuna domanda. Per altri lavoratori serve una domanda apposita per ricevere il bonus 200 euro. Per alcune categorie, quindi, non è più automatico ed è legato, appunto, ad un determinato modulo.