Covid, arriva il test che misura l’immunità: tutti i dettagli

Potrebbe arrivare a breve un test che misura l’immunità al Covid. Una ricerca ha lasciato ben sperare. Ecco di cosa si tratta.

Le ultime e drammatiche vicende storiche hanno portato ad alleggerire la pressione mediatica in riferimento al Covid. Con le nuove regole c’è maggiore liberta di azione ma non va dimenticato che il virus è ancora presente. Una situazione che, però, sta sempre più migliorando grazie ai vaccini e alla responsabilità delle persone. Le stesse che, con la vaccinazione o con la positività, vorrebbero conoscere i propri livelli di immunità dal virus.

Test Covid
Adobe Stock

Come ben sappiamo, lo strumento principale in questo momento per venire a conoscenza dell’immunità al virus è il test sierologico. Questo, però, ha un solo problema che deriva dal fatto che si concentra solo sugli anticorpi. Ragion per cui, un test positivo o negativa non è indice del livello di protezione in corso. Grazie ad uno studio, però, si potrebbe avere un test ancora più preciso ed importante.

Tante situazioni stanno mutando. Poche settimane fa abbiamo parlato dello scarso funzionamento dei tamponi per il Covid. Questo perché c’è un particolare errore da non sottovalutare. In questo caso, invece, ci concentreremo su un test approfondito dalla squadra di ricercatori dell’ospedale Mount Sinai a New York.

Covid, in arrivo il test che misura l’immunità al virus? I dettagli

Il test che misura l’immunità al Covid-19 è stata sviluppato dai ricercatori dell’ospedale Mount Sinai situato a New York. I risultati sono apparsi sulla rivista Nature Biotechnology. Il test non è altro che un’analisi del sangue in cui i risultati possono risultare disponibili nel giro di una giornata. Tale analisi permetterà, appunto, di conoscere e monitorare il nostro livello difensivo nei confronti del virus. Quindi non solo monitoraggio della popolazione mondiale ma anche vedere l’effettiva efficacia dei vaccini.

Questo nuovo test si lega alla presenza delle cellule T. Queste insieme agli anticorpi innescano una reazione immunitaria contro il virus. Cosa che porta ad un certo livello di protezione anche verso le forme più gravi. A tal proposito, come riportato dal sito Focus.it, Ernesto Guccione, uno dei ricercatori dello studio, ha spiegato come mai ci si concentri su questa cellula. Il ricercatore sottolinea che è importante misurare l’attivazione della cellula T. Queste oltre ad essere efficaci contro le nuove forme sono importanti per capire il livello di immunità.

Il gruppo di ricerca ha studiato diversi test PCR. Tra questi l’attenzione è passata su due: il qTACT e il dqTACT. Il primo estrae l’RNA dal campione di sangue così da analizzare e ricercare le cellule in questione. Il secondo si analizza direttamente il campione di sangue. Tra questi due, quindi, il test a risultare più veloce ed economico è stato proprio il secondo.

Al momento, il dqTACT ha ottenuto la certificazione europea per i dispositivi medico-diagnostici in vitro. Mentre il test è ancora in attesa dell’approvazione dell’EMA e della FDA degli Stati Uniti. Staremo a vedere, dunque, se questo test diverrà una realtà sempre più presente.

Le informazioni di questo articolo hanno solo ed esclusivamente scopo divulgativo. Sono ricerche apparse su riviste di settore. E non vanno in alcun modo a sostituire il consulto da uno specialista o dal medico di fiducia. Inoltre, queste non devono sostituire diagnosi e/o piani terapeutici.

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