Truffa del falso incidente, attenti alle modalità: pochi attimi possono cambiare tutto

In questo ultimo periodo sta ritornando la truffa del falso incidente. Le modalità sono molto semplici. Ecco di cosa si tratta.

Si ritorna a parlare di truffa. Questa volta non lo si fa con qualcosa di nuovo ma con un tentativo che è ormai un classico di questo ambito. Stiamo parlando della truffa del falso incidente. Nonostante sia una modalità, ormai, antica nell’ultimo periodo ci sono state delle vittime.

Truffa del falso incidente
AdobeStock

Quando parliamo di truffa sappiamo di come i malintenzionati pensano ad ogni minimo dettaglio. Ogni tentativo, infatti, è studiato nei minimi particolari. Questo perché non si da la possibilità alla vittima di capire cosa stia accadendo. Ancora di più se si parla di un possibile incidente che ha coinvolto una persona cara.

Le modalità sono davvero tantissime. Qualche settimana fa abbiamo portato alla luce la truffa delle monetine. Anche in quel caso, la vittima si trova al centro di una situazione rapidissima in cui solo dopo capisce l’accaduto. Anche in questo caso, la truffa del falso incidente lascia spiazzati solo dopo l’episodio. Andiamo a vedere, ora, le modalità di questa truffa e il precedente.

Truffa del falso incidente: la ricostruzione e il precedente

Come detto precedentemente, i truffatori seguono un copione studiato nei minimi particolari. In questo caso, la vittima viene raggiunta da una telefonata da un presunto carabiniere in cui annuncia che il figlio o la figlio è stata coinvolta in un incidente. Quindi, per rimetterla in libertà serve pagare una cauzione. Dall’altra parte, come possiamo immaginare, la vittima si fa prendere dall’ansa e dal panico. Naturalmente il truffatore prima prende informazioni sulla potenziale vittima e poi procede.

Dopo la chiamata, arriva direttamente il criminale a bussare alla porta della vittima. Questo si presenta come “maresciallo” dei carabinieri o come avvocato incaricato al ritiro della cauzione. A quel punto, la vittima non può fare altro che cedere e consegnare tutto il possibile. In caso di scarsa liquidità, infatti, la vittima cede anche oro e oggetti preziosi. Così, una volta presa la refurtiva l’incaricato lascia il luogo. Solo successivamente, quando la vittima raggiunge il caso, si capisce della truffa.

Uno degli ultimi casi ha colpito la piccola cittadina di Pisanova. In quel caso, il truffatore si presentò come un avvocato. Anche lui parlò di un incidente e che il caro avesse investito una persona. In quel caso non ci fu solo il pagamento in denaro ma anche attraverso l’oro. Il criminale, a quel punto, si recò nel luogo prestabilita e ritirò tutto. La vittima, come raccontato al quotidiano La Nazione, pagò la “cauzione” con 100 euro e fede sua e di uso marito scomparso pochi mesi prima. Oltre ad una collanina e un altro anello.

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