Aprire un’attività in un borgo italiano? È possibile e si possono ricevere 6.000 euro

Gli incentivi in questo ultimo anno sono stati vari. Tra questi ci sono anche quelli per chi voglia condurre un’attività. Ecco i dettagli.

Attività (AdobeStock)
Attività (AdobeStock)

Il periodo pandemico ha portato tanti problemi all’economia. Il Governo italiano si è mosso fornendo tanti sostegni. Soprattutto per chi ha perso il lavoro oppure vuole aprire un’attività. Il focus del nostro discorso si riferisce proprio a questo ultimo caso. Ci sono molti bandi che favoriscono tale situazione. La disponibilità è quella di contributi a fondo perduto ai nuovi imprenditori.

Come riportato dal sito proiezionidiborsa, un bando in particolare è rappresentato dalla Regione Marche sostenuto anche dalla Camera delle Marche. Il bando promuove e sostiene l’inizio o lo spostamento delle attività commerciali. Naturalmente, tutto finalizzato per i piccoli centri della Regione in questione. Andiamo a vedere le condizioni e il bando nei dettagli.

Attività nei borghi: ecco cosa dice il bando della Regione Marche

I beneficiari del bando sono imprese individuali, cooperative e società di persona o capitali. Il codice di riferimento è ATECO 47. Per richiedere l’accesso bisognerà essere iscritti, con pagamenti in regola, al registro delle imprese. I soggetti non dovranno essere impiegati in procedure di fallimento. In aggiunta, ci devono essere in regola anche gli impegni con INPS, INAIL E CNCE. Mentre per un nuovo avvio, il soggetto non dovrà risultare negli ultimi 5 anni all’interno di un fallimento o concordato preventivo. A questo si aggiunge il fatto di non ricevere nessuna forma di sussidio sociale.

Per quanto riguarda il trasferimento, questo deve avvenire in un Comune con un massimo di 5.000 abitanti alla data 31 dicembre 2020. La distanza di questi Comuni deve essere di minimo 15 chilometri dalla costa. Le spese possibili, come riportato da proiezionidiborsa, sono specificate nell’articolo 5. Si parla del netto dell’IVA e spese documentate. Qui si trovano l’onorario notarile, l’acquisto dei beni strumentali e attrezzature, consulenza marketing e digitali. Oltre a spese come quelle di formazione, pubblicità e altre. Il contributo è del 70% delle spese che sono state sostenute. Il tetto è fissato a 5.000 euro.

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Dal bando, è previsto anche una premiliatà. Questa destinata ad under 36 o imprenditrice donna. In questi casi, alla somma di 1.000 euro si aggiunge a quello base. Così da poter attingere ad un massimo di 6.000 euro. La domanda dovrà essere quella del Modello A connesso al bando e spedita online. I termini di presentazione sono partite il primo dicembre e termineranno il 31 maggio 2022 alle ore 19. Insieme al modello, bisognerà fornire copia delle fatture, estratto conto con la dimostrazione del pagamento e la relazione di riferimento.