<p><strong>La pirateria aumenta i suoi numeri ogni anno. Molti utenti approfittano per vedere partite con streaming illegali. Ma cosa si rischia?</strong></p>
<figure id="attachment_163022" aria-describedby="caption-attachment-163022" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-163022 size-full" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2021/11/Pirateria-calcio-AdobeStock.jpg" alt="Pirateria calcio (AdobeStock)" width="1200" height="800" /><figcaption id="caption-attachment-163022" class="wp-caption-text">Pirateria calcio (AdobeStock)</figcaption></figure>
<p>Sappiamo bene come la lotta alla pirateria sia una questione ormai di lungo corso. Sempre più utenti approfittano dell&#8217;<strong>IPTV</strong> per guardare illegalmente <strong>eventi sportivi</strong>. Una situazione che non solo crea problemi alle piattaforme regolari ma anche ai lavoratori. E, secondo quanto riportato dalla <em>Favap</em>, Federazione per la tutela dei contenuti audiovisivi e multimediali, sono <strong>6.000</strong> i lavoratori che ogni anno perdono il posto.</p>
<p>Non si tratta solo di questione economica ma anche di gestione del personale. I dati <em>Favap</em>, inoltre, sono emblematici. Nell&#8217;ultimo anno ci sono stati <strong>11 milioni di italiani</strong> ad usufruire dello streaming illegale. La <strong>percentuale</strong>, quest&#8217;anno, è addirittura salita. Si parla di un <strong>38%</strong> a confronto del 37% dello scorso anno. Chi ne esce più danneggiata è <strong>DAZN</strong>. La piattaforma ha investito ben <strong>480 milioni per i diritti</strong> del campionato di calcio di Serie A. Questo perché c&#8217;è stata una certa crescita della parte illegale.</p>
<p>Si parla di un<strong> 14%</strong> rispetto al <strong>10%</strong> segnato nel 2019. Insomma, gli italiani sembrano convinti di procedere per la propria strada. Addirittura, solo il <strong>37%</strong> avrebbe piena consapevolezza di essere davanti ad uno streaming illegale. Andiamo a vedere, dunque, cosa si rischia ad usufruire di questi servizi.</p>
<h2>Pirateria, rischio alto sia per i produttori che per i consumatori</h2>
<p>Quello che desta stupore è che l&#8217;<strong>Internet Protocol TeleVision</strong> è una tecnologia molto interessante. In futuro, questa, come riportato da <em>Il Giornale</em>, dovrebbe ospitare la visione di <strong>canali televisivi</strong>. Sia in diretta che in streaming. Naturalmente, lo sviluppo viene determinato da come si utilizza una tecnologia.</p>
<p>Come possiamo immaginare, la preoccupazione delle istituzioni è alta. La situazione è molto complessa e non è facile arginarla. Per questo motivo le sanzioni sono durissime. Sia per i <strong>consumatori</strong> che per i <strong>produttori</strong>. Il rischio principale è la <strong>denuncia per ricettazione</strong> con <strong>conseguenti e pesantissime multe</strong>.</p>
<p><a href="https://www.chenews.it/2019/09/18/antipirateria-televisiva/"><strong>LEGGI ANCHE >;>;>; Antipirateria televisiva: coinvolti 5 milioni di utenti</strong></a></p>
<p>I consumatori possono rischiare dai <strong>6</strong> ai <strong>3 anni di reclusione</strong>. Le multe vanno da <strong>2.582</strong> a <strong>25.822 euro</strong>. Chi gestisce il tutto, invece, rischia di essere accusato di <strong>frode informatica</strong>, <strong>contraffazione</strong> e <strong>violazione della proprietà intellettuale</strong>. Insomma, una situazione che potrebbe degenerare rapidamente per molti attori in causa.</p>