Olio di oliva, arriva la classificazione: i risultati non convincono, anzi preoccupano

L’olio di oliva è uno dei prodotti più importanti della dieta mediterranea. Una indagine, però, ha svelato i valori di alcuni prodotti. Ecco la classifica.

Olio di oliva (AdobeStock)
Olio di oliva (AdobeStock)

Sulla tavola di milioni di italiani non può mancare l’olio di oliva. Questo è uno dei prodotti più importanti della dieta mediterranea. Un prodotto che viene esportato anche all’estero. Il peso della scelta lo fa anche la qualità dell’olio extravergine di oliva. Come possiamo immaginare, siamo davanti ad un prodotto di un’importanza straordinaria. Per questo motivo, Altroconsumo ha fatto una indagine sull’etichette e il valore del prodotto.

Data l’importanza, per realizzare tale prodotto bisogna seguire la legge. Ci sono dei parametri chimici e non si devono avere problemi di gusto e aroma. Questi definiti come organolettici. Questo ha fatto muovere Altroconsumo ad agire con delle prove in laboratorio. Andiamo a vedere i test condotti e i risultati.

Olio di oliva: il test condotto da Altroconsumo

In prima battuta, sui 30 prodotti selezionati, si sono svolti delle analisi chimiche. Si tratta di spettrofotometrica per scovare oli raffinati e verificare la composizione di acidi grassi e steroli. In aggiunta, si cerca anche la presenza di oli estranei. Tutti, in questo caso, hanno superato le analisi.

Successivamente si è avuto il test di acidità. Anche qui tutti rientrati nei parametri tra lo 0,1% e lo 0,3%. Sui pesticidi ci sono stati 11 prodotti con residui di fitofarmaci. Tutti, però, sotto li limite consentito dalla legge. Dopo le prove di laboratorio, si è arrivati a quella dell’assaggio.

Questa abbastanza criticata perché reputata, da molti, come soggettiva. Ma, di fatto, è una prova obbligatoria e sancita dalla legge. Naturalmente, sostenuta da esperti del settore e voluta per sancire la qualità dell’extravergine. Quindi, i test sono stati condotti in due fasi e hanno dato un esito non scontato. In cui 11 hanno rivelato dei difetti. Cosa che non li rende come “extravergine”. Ma che differenza c’è?

La differenza tra vergine e extravergine

La differenza è sancita dalla legge europea. L’extravergine, come possiamo immaginare, è di una qualità superiore. L’aroma e il sapore fanno la differenze. Il vergine, invece, ha caratteristiche inferiori. Nel commercio non si vende da solo ma unito all’olio di oliva raffinato per renderlo, appunto, olio di oliva.

La classifica di Altroconsumo: la spiegazione

Dopo le due fasi, Altroconsumo ha stilato la classifica. Da sottolineare come i test siano stati fatti con prodotti acquistati. Quindi, i difetti potrebbero essersi palesati dall’inizio o dovuti ad una conservazione non corretta nella fase di distribuzione. Ovviamente, tale cosa non si può conoscere. Ecco la classifica in base al rapporto qualità prezzo.

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La classifica

  1. Monini Bios: qualità ottima 78. Prezzo 8,34 euro a confezione;
  2. Clemente: qualità ottima 75. Prezzo 9,32 euro a confezione;
  3. Carapelli Bio: qualità ottima 73. Prezzo 8,14 euro a confezione;
  4. Podere del Conte (Eurospin): qualità ottima 73. Prezzo 4,79 euro a confezione;
  5. Carapelli il frantoio: qualità ottima 71. Prezzo 5,41 euro a confezione;
  6. Desantis 100% italiano: qualità ottima 71. Prezzo 6,13 euro a confezione;
  7. Desantis classico: qualità ottima 71. Prezzo 4,43 euro a confezione;
  8. Conad verso Natura Bio: qualità ottima 70. Prezzo 5,73 euro a confezione;
  9. De Cecco classico: qualità ottima 70. Prezzo 5,70 euro a confezione;
  10. Caparelli Oro verde: qualità buona 68. Prezzo 8,90 euro a confezione;
  11. Farchioni il casolare biologico: qualità buona 67. Prezzo 6,90 euro a confezione;
  12. Monini classico: qualità buona 66. Prezzo 5,86 euro a confezione;
  13. Farchioni estratto a freddo: qualità buona 65. Prezzo 5,17 euro a confezione;
  14. De Cecco 100% italiano: qualità buona 64. Prezzo 8,46 euro a confezione;
  15. Zucchi bio estratto a freddo: qualità buona 62. Prezzo 7,37 euro a confezione;
  16. Coop origine 100% italiano: qualità buona 62. Prezzo 7,25 euro a confezione;
  17. Olio Carli fruttato: qualità buona 61. Prezzo 9,80 euro a confezione;
  18. Sagra classico: qualità buona 60. Prezzo 5,79 euro a confezione;
  19. Filippo Berio 100% italiano: qualità media 57. Prezzo 8,40 euro a confezione;
  20. Cosa d’oro il biologico non filtrato: qualità bassa 34. Prezzo 6,07 euro a confezione;
  21. Pietro Coricelli 100% italiano: qualità bassa 33. Prezzo 9,13 euro a confezione;
  22. Bertolli Gentile olio: qualità bassa 33. Prezzo 5,41 euro a confezione;
  23. Carrefour classico: qualità bassa 33. Prezzo 4,77 euro a confezione;
  24. Cirio classico: qualità bassa 33. Prezzo 5,44 euro a confezione;
  25. Pietro Coricelli racconti di famiglia: qualità bassa 31. Prezzo 5,24 euro a confezione;
  26. Oleificio viola la Colombarda: qualità bassa 31. Prezzo 6,77 euro a confezione;
  27. Primadonna (Lidl) classico: qualità bassa 30. Prezzo 3,79 euro a confezione;
  28. Sasso classico: qualità bassa 30. Prezzo 6,54 euro a confezione;
  29. Dante terre antiche: qualità bassa 29. Prezzo 6,31 euro a confezione;
  30. Costa d’oro l’extra: qualità bassa 29. Prezzo 5,37 euro a confezione.

Va detto, per completezza d’informazione, che in tal senso è il Regolamento CE 2568/1991, che definisce le caratteristiche organolettiche dei diversi oli, ed il Regolamento UE 29/2012 sulla commercializzazione dell’olio d’oliva. Il principale criterio da seguire per la classificazione è l’acidità libera, in percentuale di acido oleico.

L’olio extra vergine d’oliva è l’olio di oliva la cui acidità libera, espressa in acido oleico, non può superare 0,8 g per 100 g e ottenuto direttamente dalle olive, esclusivamente con procedimenti meccanici. E’ il “top” di gamma, il prodotto senza difetti.
L’olio vergine di oliva, anch’esso ottenuto solo con procedimenti meccanici, è invece l’olio d’oliva la cui acidità libera, espressa in acido oleico, è inferiore al 2%. Questa tipologia d’olio presenta qualche difetto, ma può essere commercializzata senza timori.

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