Contanti, in arrivo il limite a 1000 euro: cosa fare per non avere sanzioni

Con l’inizio del nuovo anno, ci saranno nuove regole per quanto riguarda i contanti. Un limite di 1000 euro a cui stare attenti. Ecco come fare per evitare sanzioni.

Versamento in contanti (AdobeStock)
Versamento in contanti (AdobeStock)

Dal primo gennaio 2022 si avrà il limite di tracciabilità fino a 999,99 euro. Le nuove regole sui contanti diventano più stringenti anche per la lotta contro l’evasione fiscale. Non è un caso che il Governo spinga per le transazioni digitali. Molti ricorderanno il cashback e il super cashback. Naturalmente, con nuove regole ci sono nuovi dettagli da comprendere.

Il primo riguarda i versamenti sul conto corrente. Mentre la seconda si riferisce alle probabili sanzioni che potrebbero scaturire. Rispetto ai prelievi, qualsiasi versamento su conto corrente può finire nel mirino dell’Agenzie delle Entrate. Cosa che esula dall’attività del soggetto in questione.

Ecco perché bisogna stare molto attenti. Per scoprire i dettagli facciamo riferimento al diritto tributario. Così da non avere più dubbi. Andiamo a vedere le varie situazioni e come evitare le sanzioni.

Contanti, arriva il limite a 1000 euro: come evitare le sanzioni?

I versamenti in contanti su conto corrente o bonifici, secondo quanto riportato dal sito laleggepertutti, sono considerati in “nero“. Cosa che spinge a riportarli dentro la dichiarazione dei redditi. E, di conseguenza, pagare le tasse. Il fisco considera tutte le somme entrate e non dichiarate come evasione fiscale. Secondo l’articolo 32 del Testo Unico sulle imposte sui redditi presuppone che il versamento sia da considerare reddito imponibile. Se manca questo reddito allora scatta l’indagine.

Ci sono due modi per evitare questa problematica. La prima riguarda la somma che non è imponibile. Così sarebbe giusto non dichiararla. In questa categoria rientrano le donazioni di basso valore oppure da genitori, figli e nonni. Risarcimenti per danno morale, rimborsi spesa, vendita di oggetti usati o di proprietà. In questo ultimo caso la somma di vendita non deve superare quella di acquisto.

Il secondo punto prevede la somma già tassata. In questo caso non ci può essere sanzione se si dimostra che la cifra non è imponibile o è già tassata. La documentazione deve avere una data certa e deve essere emessa da un notaio o dall’Agenzia delle Entrate. In alternativa deve avere il timbro postare con la data, con spedizione di un atto a se stessi, o inviata tramite PEC.

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Un esempio che chiarisce le idee è quello di una donazione da 2000 euro. Se il ricevente decide di registrare l’atto incorre, comunque, nella sanzione. Il motivo è dato dal fatto che la registrazione sia vista come ammissione di responsabilità. Quindi, cosa che porterebbe il soggetto in pericolo per la violazione della legge sull’anti-riciclaggio.