Paracetamolo, il clamoroso caso italiano: cosa sta succedendo

A seguito di un’inchiesta, una scoperta che ha destato grosso stupore perché riguarda solo l’Italia. Andiamo a vedere cosa è successo.

Paracetamolo (AdobeStock)
Paracetamolo (AdobeStock)

Quando accusiamo un lieve dolore alla testa, alla gola o in altre zone facciamo uso del paracetamolo. Un medicinale che si può acquistare senza ricetta e che serve proprio per queste situazioni. Il medicinale si presenza come un analgesico con proprietà antipiretiche.

La sua azione è quella di incidere, come sottolineato dall’Humanitas, sul sistema nervoso alterando la percezione del dolore da parte dell’organismo. Il tutto tramite un processo controllato da seratonina, oppioidi e cannabinoidi. Insomma, un medicinale che permette, in casi lievi-moderati, di risolvere velocemente.

Proprio attorno questo medicinale si è infiammata la polemica. Tutto è partito da un’inchiesta del programma di Antonio Ricci, “Striscia la Notizia“. La trasmissione ha portato a galla una problematica che riguarda solo l’Italia. Andiamo a vedere insieme di cosa si tratta.

Paracetamolo, l’inchiesta fa discutere: ecco di cosa si tratta

Sappiamo bene come le inchieste di Striscia la Notizia facciano discutere. Soprattutto quando il problema riguarda le tasche degli italiani. L’inchiesta è partita dall’acquisto di confezioni di paracetamolo 500 mg da 20 compresse in 4 farmacie. Così da stimare una media del costo per ogni compressa.

Il risultato uscito dalla rilevazione è stato di 4,20 euro a confezione. 0,210 euro a compressa. Si pensi che, rispetto alla Svizzera, si parla di un 44% in più. In casa elvetica, infatti, una confezione da 16 compresse costa 2,45 euro che a compressa diventano 0,145 euro.

In Francia il divario aumenta. Si parla di un 54% in meno con un prezzo di 2,18 euro che a compressa diventano 0,136 euro. E così via anche per altri stati come Albania, Germania e Regno Unito. Il programma, infine, ha intercettato il membro dell’Aifa Francesco Trotta.

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Tra le risposte date da Trotta quella che ha innescato una certa perplessità riguarda il tempo. Infatti, il membro Aifa ha parlato di un anno per confrontarsi con le aziende. Un tempo molto dilatato in cui il paracetamolo continuerà, in Italia, a costare una cifra alta.