Green Pass: quando scatta licenziamento per chi ne è sprovvisto

Dallo scorso 15 ottobre, nell’ambito di una emergenza sanitaria che ancora non ci ha abbandonato del tutto, è entrato in vigore il provvedimento dell’obbligo di possedere ed esibire il Green Pass in tutti i luoghi di lavoro. Parliamo sia di quelli pubblici che di quelli privati. 

Il Green Pass, dallo scorso 15 ottobre, con la legge entrata in vigore sull’obbligatorietà di possederlo in tutti i luoghi di lavoro, è diventato ancora di più uno strumento indispensabile nella vita quotidiana. Stiamo parlando della certificazione, rigorosamente nominale, che attesta l’avvenuta doppia somministrazione. Chi non la possiede, senza mezzi termini, rischia di subire tutte le conseguenze che fanno capo ad una norma che ha cambiato in un certo senso la storia.

Secondo quanto riportato dal “Decreto per l’estensione del green pass” a tutti i lavoratori, il licenziamento non dovrebbe essere previsto, tranne in casi estremi che proveremo ad analizzare insieme.

Green Pass:come è cambiata la vita degli italiani dallo scorso 15 ottobre

Infatti per ora il Decreto, e le circolari seguenti che hanno stabilito le modalità di controllo, prevedono l’assenza ingiustificata dal lavoro, sanzioni amministrative da 600 a 1.500 euro e la sospensione dello stipendio pari ai giorni di assenza ingiustificati.

Esiste però anche la possibilità di essere licenziati, almeno su carta, in determinate circostanze. Vediamo quindi quali sono e cosa prevede il Decreto in merito al licenziamento in assenza di green pass.

Presentarsi a lavoro senza green pass non equivale direttamente al licenziamento, anzi. Secondo il Decreto green pass n.127/2021 il licenziamento è effettivamente l’ultimo dei provvedimenti.

Infatti anche se ci si presenta a lavoro senza la Certificazione verde si può incorrere al massimo in una constatazione di assenza ingiustificata. E ancora si può incorrere nella sospensione dello stipendio, nel pagamento di una sanzione amministrativa. Il posto di lavoro, così come riporta Decreto e circolari, rimane assicurato.

Lo si evince anche dalla circolare del capo della Polizia di Stato, Lamberto Giannini, che chiarisce modalità di controllo e provvedimenti. Sono due gli scenari che si presentano sul posto di lavoro durante il controllo.

I controlli a campione, quando e perché

Ecco le modalità di controllo a cui può essere sottoposto un soggetto lavoratore privo di Green Pass.

  • Controllo a campione: il controllo a campione permette anche a chi non è in possesso di green pass di entrare sul posto di lavoro, a rischio e pericolo di un controllo durante la giornata. Essere trovati in assenza di green pass sul posto di lavoro comporta il riconoscimento di un’assenza ingiustificata. E inoltre può arrivare una sanzione amministrativa da 600 euro a 1.500 euro (scontata del 30% se viene pagata entro 5 giorni dalla notifica).
  •  Controllo a tappeto: con un controllo a tappeto il rischio di una sanzione amministrativa è decisamente più basso. Infatti questo tipo di controllo ferma i dipendenti sprovvisti all’ingresso, che incappano così nella “sola” assenza ingiustificata.

L’assenza ingiustificata può però comportare un procedimento disciplinare.

Infatti, secondo quanto previsto dal regolamento dell’azienda o dell’ente pubblico, l’assenza ingiustificata, ma anche la sanzione amministrativa, potrebbe essere segnalata al Prefetto da parte del datore di lavoro.

Il richiamo verbale e scritto possono essere considerati un vero e proprio avvertimento per il futuro licenziamento.

Al momento però, sempre secondo le direttive del Decreto green pass, questo non dovrebbe avvenire per assenze e sanzioni.

Appare però evidente, in un contesto mutevole come quello della normativa per il green pass e anti Covid-19, che la scelta migliore è quella di regolarizzare la propria posizione.

Si è tornati infatti a parlare di obbligo di vaccinazione per le Forze Armate e di Polizia. Tutto questo per sopperire alla possibile mancanza di figure professionali essenziali.

Al momento comunque la campagna di vaccinazione rimane su base volontaria.

Le Forze Armate e di Polizia senza vaccino o senza green pass sono numerose, in tutta Italia se ne contano oltre 30 mila.

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Se non si regolarizza la propria posizione con la somministrazione gratuita del vaccino anti Covid-19 (non serve aspettare i 15 giorni del rilascio del documento), si può tornare a lavoro.

Ma si deve come sempre dimostrare la propria negatività con un tampone.