Governo, pronta a portare un colosso in Italia: ecco cosa sta succedendo

Il Governo italiano sembrerebbe in trattativa per portare nel paese un colosso di microchip. Vediamo di chi si tratta e cosa potrebbe succedere.

Mario Draghi, governo (GettyImages)
Mario Draghi, governo (GettyImages)

Come ben sappiamo, la tecnologia è sempre più una costante nella nostra vita. I dispositivo sono sempre più performanti, rapidi e intuitivi. Per realizzarli ci vuole tutta la componentistica che permetta il loro corretto funzionamento. Con la pandemia, si è avuto un gravissimo problema per quanto riguarda i componenti.

Tutti i settori hanno risentito di queste mancanze, dagli smartphone ai pc fino alle console per videogiochi. Proprio in questo caso, come riportato da Reuters, il governo italiano sembra essere in trattativa con un colosso di microchip. Il nome è quello di Intel e la trattativa sarebbe quella di portare una filiera produttiva in Italia.

Nonostante la riservatezza chiesta dal ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, sono uscite delle notizie in merito. Queste sono state riportate proprio dall’agenzia di stampa britannica che ha riportato alcune fonti dirette.

Intel, il grande tentativo del Governo italiano

L’obiettivo di Intel, come dichiarato da dal CEO Pat Gelsinger, è quello di un maxi investimento in Europa. Si parla di circa 80 miliardi di euro da spendere per il prossimo decennio. Ecco perché l’Italia sta tentando un colpo non da poco. Lo stesso Draghi ha confermato come sia arrivato il momento di agire per non staccarsi troppo da Cina e Stati Uniti.

La fonte a Reuters ha parlato di un potenziale investimento da 4 miliardi di euro. Cifra che potrebbe arrivare a 8 miliardi, seguendo il piano di Intel. Il Governo sarebbe pronto a partecipare all’investimento con soldi pubblici in aggiunta a condizioni favorevoli. L’eventuale ingresso in Italia di Intel, garantirebbe tanti posti di lavoro e sembrerebbe, sempre secondo le fonti, esserci la volontà di chiudere entro l’anno.

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L’attività riguarderebbe l’impianto di “advanced packaging“. così da creare i prodotti finali. In questo ambito, Intel ha già investito 3,5 miliardi di dollari in New Mexico. Ma l’Italia non è l’unica in questa corsa, deve fare attenzione alla Polonia che già ospita un impianto del genere. La fonte, però, assicura come l’Italia abbia buone carte da giocarsi anche per un centro di ricerca. Staremo a vedere, l’eventuale arrivo di Intel in Italia potrebbe portare nuova linfa al paese.