Tempesta geomagnetica, è allerta? Disagi creati in tutto il mondo

Ci sono forti possibilità dell’arrivo di una tempesta geomagnetica. La massa coronale colpirà la Terra con particolari conseguenze.

Tempesta geomagnetica (AdobeStock)
Tempesta geomagnetica (AdobeStock)

Conosciamo bene come le condizioni climatiche si stiano modificando sempre più. Un fattore da non sottovalutare e che indica come la produzione umana stia incidendo in maniera molto importante sulla Terra. A questo proposito, varie zone del mondo hanno visto, e vedranno, abbattersi delle tempeste geomagnetiche.

Tutto è partito dalla macchia solare AR2882 che ha lanciato fuori la massa coronale (CME) verso il pianeta. Le CME dirette verso di noi formano un alone a 360 gradi attorno al sole. Queste hanno causato dei disagi geomagnetici. Gli esperti assicurano che le tempeste saranno lievi e moderate. In gergo tecnico, su una scala che arriva a G5, le tempeste saranno G1 o G2. Secondo gli esperti, il viaggio dovrebbe durare un paio di giorni. Iniziato il 9 ottobre, dovrebbe avvicinarsi all’atmosfera terrestre tra l’11 e il 12 ottobre.

In questo caso si potranno verificare delle interferenze alle comunicazioni radio e blackout momentanei. Ma c’è anche il rovescio della medaglia. I fortunati cittadini americani, qualora si verificasse una tempesta G2 moderatamente forte, potrebbero assistere alle aurore boreali. Queste potrebbero essere viste da sud fino a New York. Non è l’unico caso di tempeste geomagnetiche arrivate sulla Terra. Ci riferiamo ai disagi avvertiti nel subcontinente indiano, in cui si sono notati dei particolari effetti di propagazione alle frequenze inferiori a 25 MHz.

Tempesta geomagnetica: l’evento di Carrington

Quanto detto, non dovrebbe avere un impatto troppo pesante sulla Terra. Questi casi non sono i primi e, certamente, non saranno gli ultimi. L’evento storico, che tutti gli esperti di questo settore ricordano, è quello che avvenne nel 1859 ed è conosciuto come l’evento di Carrington.

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Questa fu la più grande tempesta geomagnetica mai osservata dagli astronomi. Prende il nome perché fu osservata dall’astronomo inglese Richard Carrington. Quell’anno ci fu una grandissima esplosione di massa coronale. A partire da fine agosto, il 28, si potettero osservare aurore fino al nord della Colombia. Il massimo punto si raggiunse tra il primo e il due settembre con un vero collasso dei sistemi telegrafici sia in Europa che nel Nord America. Le aurore boreali si mostrarono a latitudini inusuali, come Roma, Madrid, Giamaica e Cuba.