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<p><strong>Peter Pan nell&#8217;immaginario collettivo si identifica con i film animati di Walt Disney, con la storia del personaggio alato scanzonato, che vive in un&#8217;isola dove si resta bambini per sempre.</strong></p>
<figure id="attachment_154808" aria-describedby="caption-attachment-154808" style="width: 686px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-large wp-image-154808" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2021/10/peterdisney-1024x604.jpg" alt="Pete Pan (facebook)" width="696" height="411" /><figcaption id="caption-attachment-154808" class="wp-caption-text">Pete Pan (facebook)</figcaption></figure>
<p><strong>Vivere &#8220;alla Peter Pan&#8221;, </strong>rimanendo eternamente sospesi nell&#8217;età della spensieratezza, sarebbe il sogno di tutti. Il luogo dove Peter vive, in un certo senso rappresenta il simbolo dell&#8217;eterna fanciullezza, quella che molti di noi, alle prese con le &#8220;durezze&#8221; e le brutture della vita, strada facendo, gioco forza, sono costretti a perdere.</p>
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<p>Eppure, nella realtà, partendo dagli <strong>intenti dello scrittore</strong> che ha dato vita al personaggio, e soprattutto collegandolo con le sue tristi vicende personali, scopriamo che Peter tutt&#8217;altro è, <strong>fuorchè un personaggio positivo e felice.</strong> Ma nella testa e nella penna del suo creatore altro non è che un<strong> angelo infelice, </strong>che non riuscirà mai a coronare il sogno di avere una famiglia nel mondo degli umani. <strong>Una storia spietata, a tratti cinica,</strong> ma terribilmente realistica, che si intreccia con l&#8217;infanzia dolorosa dell&#8217;uomo che ha dato vita al mito Peter Pan.</p>
<h2>Peter Pan: altro che favola, altro che isola non c&#8217;è</h2>
<p>Altro che ragazzo felice scanzonato: <strong>Peter Pan rappresenta per certi versi la figura di un demone dell&#8217;infelicità. </strong>Lo scrittore, Sir James Matthew Berry, nella sua storia originale non aveva mai pensato, almeno inizialmente, alla &#8220;serena&#8221; Isola che non c&#8217;è, dove tutti volano felici. E nemmeno a <strong>Capitan Uncino, a Wendy, che verranno inseriti dall&#8217;autore nelle versioni successive.</strong></p>
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<p>Esistono una prima edizione, autonoma, che dà vita al personaggio di Peter, e una seconda edizione, che hanno preso vita rispettivamente nel <strong>1902 (titolata <i>L&#8217;uccellino bianco</i></strong> e facente parte di un&#8217;antologia di racconti) e <strong>nel 1906</strong> (questa volta il racconto vero e proprio sotto il titolo di <strong><i>Peter Pan nei Giardini di Kensington</i></strong>). L&#8217;autore, proprio nei Giardini di Kensington, si immagina un luogo immaginario, dove vive il Re degli Uccelli, il Re Salomone. Il Giardino è il luogo dove le madri di tutto il mondo inviano accorate missive al sovrano per pregarlo di donare loro un figlio. <strong>I futuri bambini, sotto forma di uccellini,</strong> entrano nelle loro nuove case e iniziano una nuova vita, trasformandosi piano piano in pargoli.</p>
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<h2>Peter Pan: altro che favola, altro che isola non c&#8217;è</h2>
<p>Peter Pan non avrà mai questa gioia, <strong>rimarrà sempre un &#8220;non nato&#8221;,</strong> un eterno angelo-demone <strong>nella terra di mezzo.</strong> Per pochissimo tempo Peter riesce anche trovare una famiglia, ma una tragica finestra aperta, lasciata dalla sua &#8220;distratta&#8221; nuova mamma, lo farà tornare indietro. La sua dimensione di eterno infelice girovago prende il sopravvento e lo proietterà di nuovo nel luogo da dove era partito, costringendolo all&#8217;impossibilità di trasformarsi in quel bambino umano che avrebbe in fondo voluto essere. Peter scappa e non potrà più tornare indietro. Quando cercherà di fare ritorno in quella casa, <strong>troverà un nuovo bambino al suo posto e quella finestra chiusa per sempre.</strong> Solo con il tempo, rimanendo nelle case degli umani, quegli uccellini infatti si sarebbero trasformati in bambini veri. Peter <strong>non avrà mai questa occasione</strong>, costretto a soggiornare in eterno, per volere del Re Salomone, in un luogo che rappresenta una sorta di limbo.</p>
<p><a href="https://www.chenews.it/2021/09/21/voglgio-essere-un-mago-voce/"><strong>LEGGI ANCHE >;>;>; Voglio essere un mago, riconoscete la voce narrante? È proprio lui</strong></a></p>
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<p>Non c&#8217;è riscatto per Peter, non ci sono seconde occasioni. Il Re non gliele concede. Peter Pan per questa ragione rimarrà <strong>un eterno incrocio tra un essere alato e un essere umano.</strong> La sua vicenda è direttamente collegata alla triste vita dell&#8217;autore, che perse il fratello in tenera età, David. E per consolare la madre dalla grave perdita <strong>si auto-condannò a indossare i suo vestiti,</strong> a interpretarlo nelle sue movenze, smettendo di essere se stesso, ma non riuscendo a essere nemmeno il fratello. Un ibrido, una storia di vita atroce, peggiore e reale rispetto a quella di Peter, chiamato Pan perché nella terra di mezzo, per trascorrere il tempo, imparò a suonare il flauto per tutta la sua <strong>eterna vita di metà essere alato-metà bambino.</strong></p>
<h2>Peter Pan e la triste storia del suo creatore</h2>
<p>L&#8217;Isola Felice, L&#8217;Isola che non c&#8217;è del cartone, non esiste nella storia originale, è stata aggiunta in seguito con gli altri personaggi. Nell&#8217;idea dell&#8217;autore, la terra di mezzo è <strong>la terra dell&#8217;incoscienza</strong>, la terra di chi non è mai diventato uomo, la terra di quei bambini che vivono senza gli affetti primari. Peter Pan voleva in fondo tornare in quella casa, riabbracciare quella mamma.
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