Peter Pan, conoscete il suo terribile segreto? E’ una cosa orrenda

Peter Pan nell’immaginario collettivo si identifica con i film animati di Walt Disney, con la storia del personaggio alato scanzonato, che vive in un’isola dove si resta bambini per sempre.

Pete Pan (facebook)
Pete Pan (facebook)

Vivere “alla Peter Pan”, rimanendo eternamente sospesi nell’età della spensieratezza, sarebbe il sogno di tutti. Il luogo dove Peter vive, in un certo senso rappresenta il simbolo dell’eterna fanciullezza, quella che molti di noi, alle prese con le “durezze” e le brutture della vita, strada facendo, gioco forza, sono costretti a perdere.

Eppure, nella realtà, partendo dagli intenti dello scrittore che ha dato vita al personaggio, e soprattutto collegandolo con le sue tristi vicende personali, scopriamo che Peter tutt’altro è, fuorchè un personaggio positivo e felice. Ma nella testa e nella penna del suo creatore altro non è che un angelo infelice, che non riuscirà mai a coronare il sogno di avere una famiglia nel mondo degli umani. Una storia spietata, a tratti cinica, ma terribilmente realistica, che si intreccia con l’infanzia dolorosa dell’uomo che ha dato vita al mito Peter Pan.

Peter Pan: altro che favola, altro che isola non c’è

Altro che ragazzo felice scanzonato: Peter Pan rappresenta per certi versi la figura di un demone dell’infelicità. Lo scrittore, Sir James Matthew Berry, nella sua storia originale non aveva mai pensato, almeno inizialmente, alla “serena” Isola che non c’è, dove tutti volano felici. E nemmeno a Capitan Uncino, a Wendy, che verranno inseriti dall’autore nelle versioni successive.

Esistono una prima edizione, autonoma, che dà vita al personaggio di Peter, e una seconda edizione, che hanno preso vita rispettivamente nel 1902 (titolata L’uccellino bianco e facente parte di un’antologia di racconti) e nel 1906 (questa volta il racconto vero e proprio sotto il titolo di Peter Pan nei Giardini di Kensington). L’autore, proprio nei Giardini di Kensington, si immagina un luogo immaginario, dove vive il Re degli Uccelli, il Re Salomone. Il Giardino è il luogo dove le madri di tutto il mondo inviano accorate missive al sovrano per pregarlo di donare loro un figlio. I futuri bambini, sotto forma di uccellini, entrano nelle loro nuove case e iniziano una nuova vita, trasformandosi piano piano in pargoli.

Peter Pan: altro che favola, altro che isola non c’è

Peter Pan non avrà mai questa gioia, rimarrà sempre un “non nato”, un eterno angelo-demone nella terra di mezzo. Per pochissimo tempo Peter riesce anche trovare una famiglia, ma una tragica finestra aperta, lasciata dalla sua “distratta” nuova mamma, lo farà tornare indietro. La sua dimensione di eterno infelice girovago prende il sopravvento e lo proietterà di nuovo nel luogo da dove era partito, costringendolo all’impossibilità di trasformarsi in quel bambino umano che avrebbe in fondo voluto essere. Peter scappa e non potrà più tornare indietro. Quando cercherà di fare ritorno in quella casa, troverà un nuovo bambino al suo posto e quella finestra chiusa per sempre. Solo con il tempo, rimanendo nelle case degli umani, quegli uccellini infatti si sarebbero trasformati in bambini veri. Peter non avrà mai questa occasione, costretto a soggiornare in eterno, per volere del Re Salomone, in un luogo che rappresenta una sorta di limbo.

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Non c’è riscatto per Peter, non ci sono seconde occasioni. Il Re non gliele concede. Peter Pan per questa ragione rimarrà un eterno incrocio tra un essere alato e un essere umano. La sua vicenda è direttamente collegata alla triste vita dell’autore, che perse il fratello in tenera età, David. E per consolare la madre dalla grave perdita si auto-condannò a indossare i suo vestiti, a interpretarlo nelle sue movenze, smettendo di essere se stesso, ma non riuscendo a essere nemmeno il fratello. Un ibrido, una storia di vita atroce, peggiore e reale rispetto a quella di Peter, chiamato Pan perché nella terra di mezzo, per trascorrere il tempo, imparò a suonare il flauto per tutta la sua eterna vita di metà essere alato-metà bambino.

Peter Pan e la triste storia del suo creatore

L’Isola Felice, L’Isola che non c’è del cartone, non esiste nella storia originale, è stata aggiunta in seguito con gli altri personaggi. Nell’idea dell’autore, la terra di mezzo è la terra dell’incoscienza, la terra di chi non è mai diventato uomo, la terra di quei bambini che vivono senza gli affetti primari. Peter Pan voleva in fondo tornare in quella casa, riabbracciare quella mamma.