“I vaccini sono pericolosi”: l’allarme del premio Nobel

Il premio Nobel Luc Montagnier parla dei vaccini contro il Covid-19 e rivela che questi non sono sicuri in quanto gli effetti a lungo termine sono sconosciuti. 

Vaccini anti covid-19 (AdobeStock)
Vaccini anti covid-19 (AdobeStock)

Luc Montagnier, un virologo francese e vincitore del Premio Nobel per la Medicina nel 2008 per la sua scoperta del virus dell’immunodeficienza umana (HIV), è tornato a parlare dei vaccini contro il Covid-19. Qualche mese fa aveva affermato che le somministrazioni creavano le nuove varianti del virus.

Il biologo francese è tornato sulla questione dietro l’intervista rilasciata al quotidiano “La Verità”. Montagnier, seppur si è detto non contrario alle vaccinazioni, in quanto di enorme importanza per evitare la trasmissione di malattie infettive. Tuttavia, ha mostrato tutto il suo scetticismo in merito alle dosi anti-covid.

Il Premio Nobel ha sottolineato come i vaccini non sono sicuri, in quanto sono avvolti ancora da tantissimi interrogativi e dubbi, dove non c’è nessuna prova che portino all’immunizzazione di massa. Dei farmaci, dunque, ancora in via sperimentale con numerosi effetti collaterali che sono soggetti a frequenti errori scientifici e medici.

Luc Montagnier: “Gli effetti dei vaccini sono sconosciuti”

Montagnier, sempre durante l’intervista, ha sottolineato come i vaccini contro il covid sono sconosciuti. Secondo il premio Nobel, un vaccino, per essere considerato sicuro, ha bisogno di un certo tempo di sperimentazione. “Ad oggi non conosciamo gli effetti a lungo termine di queste somministrazioni”.

“La reazione più frequente è la trombosi – continua – che si può verificare anche mesi dopo la somministrazione”. Questi effetti sconosciuti, sottolinea il medico francese, possono portare a problematiche di vario genere. Poi dice che le vaccinazioni non sono fondamentali, perché “da questa malattia di guarisce. Non è incurabile come vogliono farci credere.

La somministrazione di massa è un rischio

Tornando a quanto detto mesi fa, sul fatto che i vaccini provocavano una mutazione del virus, il virologo conferma questa sua teoria. Infatti, sostiene che sono state proprio le vaccinazioni a contribuire alla manipolazione del covid-19 e, in qualche modo, farlo rigenerare.

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“Se il virus non fosse stato manipolato con le somministrazioni – dice – modificandosi per sfuggire al nostro sistema immunitario, si sarebbe già indebolito”. Poi prosegue dicendo che la diffusione dei vaccini ha provocato un rischio a macchia d’olio: “I vaccinati sono più a rischio dei non vaccinati, perché possono essere attaccati dalle varianti”.