Alzheimer e demenza senile, come evitarli? Ecco cosa fare

La demenza senile e l’Alzheimer sono pericoli seri. Secondo una ricerca, svolgere determinate attività aiuta a ridurre il rischio. Vediamo quali sono.

Alzheimer, cervello (AdobeStock)
Alzheimer, cervello (AdobeStock)

Proprio come i muscoli, il cervello va allenato e tenuto sempre attivo. Il rischio di malattie, se non lo si fa, è davvero molto alto. Questo è avvalorato anche dagli studi scientifici condotti presso la University College London.

Qualsiasi attività produttiva per il cervello non può che portare benefici a lungo termine per la persona. L’enigmistica, dama, scacchi e cruciverba sono attività necessarie per la salute del cervello. Sembra, da recenti studi, che svolgerle in età avanzata possa proteggere il soggetto dalla demenza senile o dall’Alzheimer.

La ricerca svolta da Mika Kivimäki pubblicata sul British Medical Journal sembra andare proprio in questa direzione. Tale ricerca ha evidenziato come le mansioni intellettualmente stimolanti possono avere un impatto estremamente importante per la salute mentale.

Demenza e Alzheimer: aiutarsi con attività intellettuali

La ricerca condotta si affidava ad altre sette ricerche diverse, così da avere un campione di oltre centomila soggetti coinvolti. Dalle prime analisi, si è visto come i soggetti che avevano svolto attività stimolanti soffrivano di demenza mediamente 1,7 anni più tardi rispetto alle persone della stessa età.

Nel gruppo di persone che svolgevano attività intellettualmente stimolanti si è visto come ci siano meno casi. Si parla mediamente di 2,5 casi di demenza in meno l’anno ogni 10mila soggetti. Questo è una grande dimostrazione che anche allenare il cervello serve ed aiuta nel tempo.

LEGGI ANCHE >>> Cervello, con questa abitudine invecchia più in fretta? I dettagli

Altra scoperta importante dei ricercatori riguarda tre molecole neurotossiche. Si è visto come la loro concentrazione collegata al rischio di Alzheimer era ridotta. Tale scoperta, apre nuovi scenari. In cui esiste una possibilità che riducendo i livelli plasmatici delle molecole possa portare all’abbassamento del rischio di soffrire di Alzheimer.