Donnarumma, rivelazione clamorosa: “Non ho capito niente”

Giggio Donnarumma ha avuto un momento di blackout mentale durante la finale di Euro 2020. Il numero uno dell’Italia lo ha raccontato del post partita. 

Gianluigi "Giggio" Donnarumma (Getty Images)
Gianluigi “Giggio” Donnarumma (Getty Images)

Una notte indimenticabile per gli azzurri del Commissario Tecnico Roberto Mancini. Dopo essere andati sotto per 1 a 0, dopo solamente 2 minuti dal fischio d’inizio. La nazionale italiana non si è buttata giù e ha iniziato a giocare come hanno dimostrato di saper fare dall’inizio di Euro 2020.

Dopo aver pareggiato con Bonucci nel secondo parziale di gioco, la finale della competizione europea è stata decisa dagli undici metri. E’ proprio qui che Giggio Donnarumma è stato il vero protagonista dell’impresa della nazionale italiana che ha sconfitto l’Inghilterra ai rigori per 4 a 3.

Il numero uno degli azzurri ha parato il rigore che ha permesso all’Italia di alzare la coppa al cielo e di riportarla a Roma dopo 53 anni di distanza. L’ex Milan ha letteralmente ipnotizzato Saka, iniziando la festa che è proseguita per tutto il giorno successivo.

Tuttavia, prima di gioire con i compagni, Donnarumma ha avuto un momento di blackout rivelato ai microfoni di Sky poco dopo la fine della partita. Raccontando come in quel momento non ci stessa capendo più niente.

Donnarumma, il blackout prima della gioia: “Non capivo più nulla”

In molti credevano che a farci strillare e alzare le braccia al cielo fosse Jorginho. Ma non avevano fatto i conti che i rigori sono una lotteria. E che se ne infili uno in semifinale puoi non segnarlo in finale.

Tuttavia, l’errore dell’italo-brasiliano ha gettato nello sconforto diverse persone. Tanto che quando Donnarumma ha parato il rigore di Saka non tutti hanno esultato subito, perché non riuscivano a capire che cosa stava succedendo.

Lo stesso portiere azzurro non ha esultato dopo la sua prodezza. “Ero ancora giù per il rigore di Jorginho – ha rivelato Giggio – pensavo che avessimo perso”. Le cose si sono fatte più dolci quando ha visto i compagni correre verso di lui per abbracciarlo e ha rivelato che in quel momento “Non ho capito più niente”.

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Poi il resto del racconto ormai è stato consegnato alle pagine di storia dello sport italiano: la coppa al cielo, l’arrivo a Roma, l’incontro con Mattarella e Draghi, il corteo nella Capitale e la festa no-stop al Parco dei Principi.