Euro 2020, l’Italia ha un rito scaramantico: lo fa di continuo

La superstizione non è mai mancata agli italiani: gli Azzurri abbiano adottato un curioso rito scaramantico, da ripetere prima di ogni match.

Azzurri (GettyImages)
Azzurri (GettyImages)

Gli Azzurri vincono perché sono una squadra. Si sente ripetere spesso questa frase quando si cerca di spiegare il successo della nazionale italiana di calcio a Euro 2020. Non ci sono fenomeni, presunti fuoriclasse o egoismi che fagocitino o imbriglino il lavoro di squadra.

Questo non implica, a quanto pare, che non si possa inavvertitamente partire con il pullman alla volta dell’esordio dei campionati europei di calcio e lasciare a terra un membro della squadra. Il segreto di una squadra che sta intessendo legami importanti è anche questo: fare di un fatto “increscioso” un rito collettivo. E scaramantico.

Gli Azzurri si dimenticano di Gianluca Vialli, ma anche questo è un loro punto di forza

Prima della partita d’esordio del campionato di calcio continentale, quella Italia – Turchia giocata allo stadio Olimpico a Roma, la clamorosa svista. Il bus che doveva condurre gli Azzurri a disputare il match, parte senza il ritardatario Gianluca Vialli, capo della delegazione italiana della Federcalcio e “gemello del goal” del CT Roberto Mancini.

Nessun risentimento. Anzi. Adesso, su proposta degli stessi Vialli e Mancini, ogni volta che il pullman della nazionale deve partire per una nuova tappa, il mezzo parte senza l’ex calciatore di Sampdoria e Juventus. Dopo poco si ferma e aspetta Vialli, lasciandolo salire a bordo all’ultimo momento.

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Un siparietto che diverte tutta la squadra, e che funge anche da rito scaramantico se si considera il travolgente risultato della partita contro i turchi. E poi di tutti gli altri match successivi (lo ricordiamo: nessuna sconfitta e solo un goal subito). Un modo come un altro per sentirsi parte di qualcosa che ci auguriamo possa fare molta strada, sportivamente e non. Naturalmente con Vialli a bordo.